von fpm 04.05.2026 16:00 Uhr

Dopo la perdita del credito territoriale, è ora la volta dell’energia?

Interessante posizione di Risveglio Tirolese riguardo Dolomiti Energia e non solo: al mercato internazionale dei capitali interessa qualcosa che Dolomiti Energia racchiuda in sé il patrimonio energetico, uno degli asset territoriali più importanti del Trentino/Tirolo meridionale?

(foto web) elab gif Flavio Pedrotti Móser

La ventilata quotazione in borsa di Dolomiti Energia rappresenta un’operazione meramente speculativa, che verrebbe posta in essere nell’esclusivo interesse dei soci i quali, in tal modo, farebbero cassa ora, cioè prima della scadenza delle concessioni, prevista tra qualche anno e nell’incertezza degli esiti della stessa. Tale operazione verrebbe resa appena accettabile con la promessa di una qualche forma di azionariato a favore di cittadini locali, dipendenti e clienti della società. L’accesso al mercato borsistico, come noto, serve normalmente a reperire capitali. La logica è quella di acquisire denaro fresco cedendo quote di proprietà. Ma Dolomiti Energia è in questa condizione? Ha bisogno di capitali? Basta dare uno sguardo agli ultimi bilanci e relativi indici per rendersi perfettamente conto del fatto che Dolomiti Energia non ha alcun bisogno di cedere quote di proprietà per acquisire capitali. La collocazione in borsa potrebbe tuttavia rientrare nei desiderata dei soci privati, dai quali è lecito attendersi comportamenti speculativi e quindi, così come fatto a suo tempo dal fondo australiano con Hydro Dolomiti, investimenti a termine nell’intento di massimizzare i guadagni di capitale, da indirizzare poi, a vacca munta, su altri investimenti.

Anche il management potrebbe essere tentato dalla quotazione poiché, si sa, una volta quotata, la società è molto più libera dai vincoli e controlli tipici della società pubblica. E proprio qui sta il punto: una volta che la società è quotata, anche per una percentuale minima, il controllo pubblico è perso e a comandare è il mercato finanziario. La domanda è dunque d’obbligo: al mercato internazionale dei capitali interessa qualcosa che Dolomiti Energia racchiuda in sé il patrimonio energetico, uno degli asset territoriali più importanti del Trentino/Tirolo meridionale? Al mercato internazionale dei capitali interessa qualcosa delle battaglie dell’ASAR e dei nostri avi per l’Autonomia ed il mantenimento in loco delle risorse idroelettriche? Al mercato internazionale dei capitali interessa qualcosa che Dolomiti Energia abbia ricevuto gratuitamente dagli enti pubblici e società pubbliche preesistenti tutti i suoi attuali asset, dalle reti alle concessioni ai clienti (la stragrande maggioranza degli abitanti di questa terra che vedono in Dolomiti Energia la propria società di riferimento), cioè un intero patrimonio di proprietà dei Trentini/Tirolesi meridionali, con il mandato di gestirlo nell’interesse esclusivo del territorio, cosa che di certo non prevede la dispersione e l’abbandono del patrimonio stesso alla speculazione finanziaria internazionale?

Ovviamente nulla di tutto ciò interessa al mercato internazionale dei capitali. Tuttavia agli enti pubblici, soci di maggioranza di Dolomiti Energia, tutto ciò non può non interessare ed è per questo che essi sono oggi chiamati a porre un argine, molto alto, all’invasione di campo della finanza, all’appetito dei soci privati e forse anche ai progetti del management, opponendosi con convinzione al progetto di quotazione in borsa.

Oggi serve prepararsi al meglio in vista della scadenza delle concessioni, prevista per il 2029, anche costruendo il polo energetico euroregionale, assieme a Tiwag di Innsbruck ed Alperia di Bolzano. In ballo è la partita dell’acqua e dell’energia, principale ricchezza dell’intero comparto alpino, partita dunque strategica per tutte e tre le comunità che stanno al di qua ed al di là del Brennero, che presuppone la proprietà pubblica delle risorse e la gestione delle stesse con una vision di tipo politico-economico, non di tipo mercantilistico-finanziario. Di tutto ciò sono chiamati ad interessarsi, oggi, i soci pubblici, non d’altro.

Qualcuno ha già affermato che questo progetto, pur essendo corretto e lungimirante, difficilmente potrà essere realizzato essendo i privati già presenti in Dolomiti Energia, a differenza di quanto si registra in Tiwag ed Alperia, società che al contrario, sapientemente, hanno mantenuto la completa proprietà pubblica dei preziosissimi asset territoriali. Ebbene, a questi scettici rispondiamo che allo sbaglio di una volta si può porre rimedio e che se errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

www.risveglio-tirolese.eu Il Portavoce Paolo Monti, Il Presidente Franco Beber

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