Un libro al mese: Le stagioni di Clara – 3°

L'Ansaldo di Genova
I rapporti tra i coniugi Gubitta e la Società Anonima Ansaldo di Genova rappresenteranno il fulcro dei problemi giudiziari che colpiranno la coppia … Nata a metà dell’Ottocento per interessamento del conte Camillo Benso di Cavour, l’Ansaldo è all’epoca una delle maggiori imprese di costruzioni navali italiane …  fabbrica artiglierie navali, terrestri e antiaeree di qualsiasi tipo e calibro, armi per aerei e per unità subacquee, lanciasiluri, torpedini, carri d’assalto e autoblindate per l’esercito unitamente a navi da guerra e sommergibili (…)
Tra le varie commesse affidate alla Società dal regime, vi è anche la costruzione della corazzata Littorio, che prende il largo nella tarda primavera del 1940, sfidando i potenziali nemici, le onde del Mediterraneo, venti e tempeste. Nel medesimo periodo però, un violento quanto inaspettato uragano colpisce anche i coniugi Gubitta entrati per ideologia antifascista, per leggerezza nelle relazioni o fors’anche per il miraggio di un facile, immediato guadagno, in fatti e atti oscuri che vanno a collocarsi all’interno di un complicato intrigo di stampo internazionale a guida francese.
Il fattaccio
Sulla dinamica degli eventi che porteranno i coniugi Gubitta davanti al Tribunale speciale per la difesa dello Stato di Roma ci sono numerose versioni: sovente vaghe e imprecise, talvolta rimescolate oppure distorte e comunque sempre prive di quegli elementi oggettivi che sono necessari per ricostruire de facto la veridicità degli avvenimenti così come realmente accaduti. Le uniche fonti oggigiorno disponibili per far luce sull’intricata vicenda sono pertanto i verbali di interrogatorio rilasciati dalla stessa Clara Marchetto, la maxiperizia tecnico-navale e gli atti processuali (…)
Dopo essersi stabilita a Genova Clara ha modo di conoscere … un certo Paolo Noble,  disinvolto uomo d’affari residente oltre frontiera … Noble ottiene da Toni l’assenso per una collaborazione finalizzata alla fornitura di alcuni disegni delle navi Duilio e Littorio che il tecnico aveva a disposizione … A Clara il compito di recapitare il materiale a un fidatissimo collaboratore del Noble a Bordighera. Per gratificare il servizio reso, le spese di trasferta e altri imprecisati oneri sostenuti, questi consegna alla coppia una busta contenente sei biglietti da lire 100.  Conclusa positivamente questa prima missione … alle ore 12.15 di mercoledì 8 maggio 1940 Clara Marchetto è nuovamente a Bordighera. Qui l’attende il „fidatissimo“, ma anche i militari dell’arma dei Carabinieri Reali che la dichiarano in arresto. Il fattaccio si conclude con due arresti: infatti, davanti al proprio tavolo di lavoro, viene ammanettato anche Toni.Â
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Qualche cosa, però, le carte non dicono. Perchè le domande del giudice istruttore sfiorano solo di sfuggita l’argomento dello spionaggio militare che costituisce il principale capo d’imputazione … c’è inoltre da chiedersi: le risposte fornite dalla coppia sono state davvero spontanee e immediate oppure coniugi hanno cercato di alterarle – se non proprio di falsarle – per difendere la propria vita posta seriamente in pericolo sia per la gravità dei delitti commessi sia per il momento storico in cui si verificarono i fatti. Sia Clara che Toni, infatti, si guardano bene dal dichiarare di aver agito per motivi ideologici e, tantomeno, di essere coinvolti in un’importante quanto organizzata rete spionistica straniera … In ogni caso è certo che al momento dell’arresto dei coniugi Gubitta i militari dell’Arma avevano già una conoscenza della rete e delle sue dislocazioni davvero approfondita…
Dal limbo all'inferno e ... al riveder le stelle
Dopo ben sette mesi di detenzione preventiva trascorsi nel limbo delle carceri giudiziarie di Roma, il 16 dicembre del 1940 la coppia Gubitta-Marchetto è pronta ad affrontare il maxiprocesso, celebrato congiuntamente per tutti i 27 incriminati. Al clima generale, già decisamente ostile nei confronti degli imputati, s’aggiunge un nuovo elemento negativo: quel nefasto attacco aereo sferrato tra l’11 e il 12 novembre 1940 dalla Royal Navy britannica contro la flotta da guerra italiana dislocata nel porto di Taranto che mise fuori combattimento la metà delle unità navali presenti in rada, tra queste le già conosciute Duilio e Littorio  (…)
Incredibilmente, dopo soli otto giorni dal suo inizio il processo è concluso. Unitamente a due condanne a morte, tre sono gli ergastoli comminati e due riguardano proprio i coniugi Gubitta, sfuggiti alla massima pena solo dopo una lunghissima valutazione in camera di consiglio.
Dopo nove mesi trascorsi a Regina Coeli, nel marzo 1941 il Gubitta entra nel terribile istituto di pena di Santo Stefano a Ventotene… e nell’autunno del 1943 fu liberato dagli angloamericani unitamente ad altri 48 prigionieri politici. Nel gennaio 1941 Clara Marchetto transita dalla cella delle Mantellate al carcere di Perugia dove rimane sino al 19 giugno 1944 … Importantissima – per il seguito della vicenda narrata in questo volume e, ancor più, per il futuro di Clara Marchetto – è la dinamica della liberazione dal carcere di Perugia, avvenuta nell’estate del 1944 a opera della VIIIa Armata britannica. Quindi nessuna fuga illegale, nessuna evasione rocambolesca! Solo l’applicazione testuale e concreta da parte del Governo militare alleato deòlle condizioni aggiuntive alla resa incondizionata dell’Italia.
D’altro canto fu proprio il governo fascista a classificare «agente segreto accertato» nonché «detenuta politica e sovversiva» Clara Marchetto, sia attraverso gli atti emessi dai suoi organi giudiziari e di polizia militare  sia attraverso la detenzione fisica, conclamata e definitiva, all’interno della sezione politica del carcere femminile di Perugia. Le cartelle personali prelevate e trattenute dagli alleati non potevano quindi che certificare tali condizioni e, conseguentemente, assicurare piena legittimità relativamente alla liberazione della Marchetto e delle sue compagne di sventura.
Un decennio dopo „Clara Marchetto (1911-1982). Combattente per l’autonomia“, Franco Gioppi torna a raccontare le vicende di questa militante autonomista, protagonista di uno dei casi più singolari e controversi della storia politica e giudiziaria del secondo dopoguerra. Lo fa con puntiglio, ma soprattutto con precisione, basandosi sui risultati di una lunga ricerca effettuata non solo negli archivi locali, ma anche e soprattutto attingendo materiale dall’Archivio Centrale dello Stato di Roma e fra le carte ‹segrete› celate tra gli scaffali dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, fondo SIM – SISMI.
Il risultato è un lungo racconto, strutturato sulle quattro „stagioni“ di vita vissute da Clara Marchetto, e corredato da un’ampia bibliografia e – soprattutto – da una ricchissima appendice fotografica – documentale. Un libro da non perdere, quindi, per conoscere ed approfondire il personaggio e la donna Clara Marchetto, di cui finalmente è giunta la tardiva „riabilitazione“ da parte della politica regionale.
„Le stagioni di Clara“ – edito dalla Fondazione Museo Storico che l’ha inserita nella propria collana ‘900 Testimonianze – può essere acquistato sia presso la sede della stessa, ma anche nelle librerie , sia „reali“ che online.
Qualche tempo fa, sempre per la rubrica Un libro al Mese, qui su UT24, abbiamo pubblicato una serie di estratti dal libro di Clara Marchetto „Non c’è storia del Trentino senza il Tirolo“, da tempo esaurito ma reperibile in biblioteca. Ecco i link ai quattro articoli:
Non c’è storia del Trentino senza il Tirolo – 1°
Non c’è storia del Trentino senza il Tirolo – 2°






