„Numeri record“ che preoccupano

Secondo Süd-Tiroler Freiheit, l’attuale indagine ASTAT dipinge un quadro preoccupante: nel 2024, più di 3.300 nuove registrazioni sono state verificate nell’elenco della popolazione dei cittadini italiani residenti all’estero (A.I.R.E.), e un totale di 57.090 sudtirolesi già vivono all’estero. Dal 2014, il numero di emigranti è aumentato di oltre il 50 percento. Un numero particolarmente elevato di loro sono persone in età lavorativa. Il consigliere provinciale per Süd-Tiroler Freiheit, Sven Knoll, parla di una tendenza pericolosa che mette in pericolo enormemente il futuro del paese: „Questo sviluppo è un campanello d’allarme che avrebbe dovuto essere preso sul serio molto tempo fa.“
Uno su tre emigranti appartiene alla fascia d’età tra i 30 e i 49 anni, poco meno del 20 percento sono minorenni e il 17 percento appartiene alla fascia d’età tra i 18 e i 29 anni. La maggior parte di loro rimane in Europa e migra principalmente nei paesi di lingua tedesca: il 39 percento in Austria, il 23 percento in Germania e il 17 percento in Svizzera. La situazione nelle comunità di confine è particolarmente drammatica. In oberen Vinschgau, ad esempio a Taufers im Münstertal, la situazione è piuttosto preoccupante con percentuale di emigrazione inaccettabile. Secondo la Freiheit di Süd-Tiroler, anche Innichen e Brenner registrano tassi di emigrazione particolarmente elevati.
„Il Süd-Tirol sta perdendo sempre più giovani. Non è una coincidenza, ma il risultato di fallimenti politici negli ultimi anni,“ spiega Sven Knoll. L’alto costo della vita, la mancanza di alloggi e la mancanza di prospettive stanno spingendo sempre più sudtirolesi all’estero.
Süd-Tiroler Freiheit, quindi, richiede un cambiamento decisivo di rotta nella politica statale. Sono necessarie misure concrete per rafforzare la popolazione locale, specialmente nell’edilizia, nella promozione delle giovani famiglie e nella riduzione del costo della vita. „Se non agiamo ora, il Südtirol perderà la propria popolazione passo dopo passo. Questo sviluppo non deve più essere accettato,“ avverte Knoll in conclusione.






