von fpm 18.04.2026 16:00 Uhr

Inchiesta

Certificati linguistici falsificati: sono in corso indagini anche nei confronti di due agenti di polizia locali.

elab gif Flavio Pedrotti Móser

La Guardia di Finanza sta ampliando le indagini sui certificati linguistici falsificati nel sistema sanitario sudtirolese, soprattutto perché si sospetta che, oltre a medici e infermieri, anche altre persone possano aver beneficiato del sistema fraudolento. Nel frattempo, 22 dipendenti dell’Azienda Sanitaria sono già stati licenziati. Come è stato rilevato giorni orsono, un ex addetto alla sicurezza dell’ospedale di Bozen è stato posto agli arresti domiciliari venerdì con l’accusa di aver procurato e venduto, in concorso con altre persone, oltre 40 certificati falsi al personale medico. Secondo la procura, l’uomo avrebbe richiesto circa 4.000 euro per ciascun documento, proveniente dalla Germania. Il cinquantenne è accusato, tra gli altri reati, di falsificazione.

È emerso che due agenti di polizia locali di Bozen figurano tra i presunti clienti dell’accusato. Anche loro sono indagati per falsificazione, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa. Secondo le accuse, gli agenti di polizia locali avrebbero presentato certificati linguistici falsificati agli uffici provinciali al fine di ottenere fraudolentemente la prova del bilinguismo, requisito fondamentale per la partecipazione a concorsi pubblici e per l’assunzione nel settore pubblico.

Secondo l’ANSA, la polizia finanziaria sta attualmente indagando su circa 20 persone. L’ex guardia giurata è accusato anche di estorsione. Secondo la procura, avrebbe sfruttato i contatti che si era costruito durante il suo periodo di lavoro in ospedale. Avrebbe inoltre approfittato del fatto che le persone coinvolte necessitavano di certificati linguistici per continuare a lavorare presso la struttura.

Durante l’udienza dinanzi al giudice istruttore, l’uomo ha ammesso alcune delle accuse, ma ha negato quella di estorsione.

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