70° anniversario della morte del canonico Michael Gamper

Ha lottato per le scuole e la stampa tedesche sotto il fascismo. Si è battuto per l’autodeterminazione. Ha riconciliato coloro che erano rimasti in Germania con coloro che avevano scelto la cittadinanza tedesca. Ha dato voce a una generazione: 70 anni fa, il 15 aprile 1956, moriva il canonico Michael Gamper. Süd-Tiroler Freiheit ricorda con gratitudine un grande figlio del Tirolo. Michael Gamper, nato nel 1885 a Prissian (Austria-Ungheria), si distinse come giornalista dopo aver studiato teologia e, tra le altre cose, diresse il „Südtiroler Volksbote“ e il „Dolomiten“. Sotto il fascismo, organizzò le Katakombenschulen per preservare la lingua tedesca e si batté, durante l’Accordo di Opzione, affinché i sudtirolesi potessero rimanere nella loro terra d’origine. Nel 1923 l’ideatore dell’italianizzazione forzata Ettore Tolomei presenta al governo la “soluzione finale” per l’italianizzazione del Südtirol, da attuarsi con la riforma dell’educazione di Giovanni Gentile: a partire dal 1924 in tutta la provincia di Bozen è vietato l’uso del tedesco a scuola. Il primo a reagire è Gamper, che meglio di tutti sa quanto, in una terra così religiosa, propria la lingua dai padri (e delle madri, e dei nonni) sia il veicolo indispensabile della trasmissione della fede e della sua incarnazione storica in una vita vissuta di usi e tradizioni.
«La sua resistenza al nazionalsocialismo e ai crimini di eutanasia lo portò all’attenzione della Gestapo, dalla quale dovette fuggire nel 1943. Anche dopo, Gamper rimase politicamente attivo: fece pressioni sugli Alleati per l’autodeterminazione e l’annessione del Südtirol all’Austria, respinse gli Accordi di Parigi e criticò aspramente le politiche italiane del dopoguerra. Con il suo editoriale sulla „marcia della morte“ (1953), plasmò lo spirito di un’intera generazione».
L’uomo che aveva riconciliato coloro che erano rimasti e coloro che avevano scelto di andarsene morì il 15 aprile 1956, all’età di 71 anni. Il suo funerale divenne una straordinaria dimostrazione di stima: oltre 30.000 persone lo accompagnarono nel suo ultimo viaggio.
«I valori del canonico Gamper sono senza tempo», sottolinea Stefan Zelger del Süd-Tiroler Freiheit. «Il modo migliore per onorare la sua eredità è non rinunciare ai diritti conquistati a fatica dai sudtirolesi. Il suo destino dimostra che le scuole tedesche, la lingua tedesca e i diritti delle minoranze non sono scontati e vanno difesi con coerenza. Oggi più che mai». Il canonico Gamper è morto di cancro a Bozen il 15 aprile 1956, ma il suo spirito, quello del vero Tirolo cattolico che parla tedesco, ladino e italiano, continua a proteggere la piccola patria tra i monti accanto a quello del comandante Hofer. A ricordarlo a tutti c’è il bellissimo film di Carbonera: Heimat Südtirol – Il Canonico Michael Gamper.






