von mas 15.04.2026 17:00 Uhr

Liceo del Made in Italy: botta e risposta

Le opposizioni presentano un’interrogazione: „Cronaca di un fallimento annunciato e persistente: il Liceo del Made in Italy in Trentino e l’ostinata negazione della realtà“ e l’assessore all’istruzione Gerosa (FdI) risponde: “ La nostra amministrazione, ancorché inserita in una autonomia speciale ma con potestà concorrente in materia, non si può erogare il diritto di stabilire quale percorso merita di essere attivato e quale no

Immagine: Ministero italiano dell'istruzione e del merito

Il „Liceo del Made in Italy“ (LMI), varato con enfasi „patriottica“ dal governo nazionale e recepito dalla Giunta Provinciale come un’occasione imperdibile di rilancio formativo, si sta rivelando, alla prova dei fatti, un totale e inequivocabile naufragio educativo e programmatorio – scrivono i consiglieri Parolari, Demagri,  Maestri e Malfer nell’interrogazione presentata qualche settimana fa. 

Già nel corso del 2024 e del 2025 erano state espresse fortissime perplessità sulla sovrapposizione di questo indirizzo con percorsi già esistenti (turistico, alberghiero, LES) e sulla mancanza di un profilo professionale chiaro. Nonostante l’Assessora Gerosa abbia tentato di difendere il progetto parlando di „tempi di consolidamento“ e di un „ampliamento dell’offerta“ coerente con le strategie provinciali, i dati delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027 certificano il definitivo disinteresse delle famiglie trentine. I dati ufficiali dell’Anagrafe Unica dello Studente aggiornati al 27 febbraio 2026 sono impietosi – continua il testo9 iscritti in tutta la provincia, rispetto ai già miseri 11 dell’anno precedente, pari allo 0.06% delle scelte totali dei nuovi iscritti.

Continuare a mantenere in vita un indirizzo con questi numeri comporta criticità strutturali non più ignorabili, scrivono i firmatari, sottolineando in particolare  la riduzione delle ore di alternanza scuola-lavoro  (da 200 a 150), che appare paradossale per un liceo che dovrebbe fondarsi sul legame diretto con il tessuto produttivo locale.

I Consiglieri suddetti interrogano quindi la Giunta Provinciale per sapere:

  • Se, alla luce del calo del -18,18% delle iscrizioni e del numero esiguo di 9 studenti su base provinciale, si ritenga ancora che il Liceo del Made in Italy rappresenti un’offerta „identitaria forte“ e „attrattiva“.
  • In quale dei due istituti precedentemente individuati (Rosmini di Trento e Martini di Mezzolombardo) verranno effettivamente attivate le classi articolate per l’A.S.
    2026/2027, dato che la media per istituto scende ora a meno di 5 studenti.
  • Quali siano i costi organizzativi e gestionali (ore docenza, coordinamento, orientamento) sostenuti per mantenere attivo un apparato burocratico a fronte di
    un’utenza così infinitesimale.
  • Se non si ritenga finalmente giunto il momento di ammettere il fallimento del progetto e di convogliare le risorse risparmiate verso il potenziamento di indirizzi che godono di reale fiducia da parte delle famiglie, come i licei tradizionali o la formazione professionale (cresciuta del 2,05% ).
  • Quali azioni concrete si intendano intraprendere per evitare che l’ostinazione politica su questo indirizzo continui a generare confusione durante le fasi di orientamento scolastico.

La risposta di Gerosa

Nei giorni scorsi, è stata pubblicata la risposta dell’assessore alla cultura e all’istruzione Francesca Gerosa (FdI). Eccone alcuni stralci:

Pur a fronte di un numero contenuto di iscrizioni, non si ritiene corretto considerare il Liceo del Made in Italy privo di valore strategico. I percorsi di nuova introduzione richiedono tempi di consolidamento e il percorso, declinato nella nostra provincia a seguito di approfonditi confronti interni al mondo della scuola, mantiene una sua coerenza con le specificità del Trentino, in particolare per il collegamento tra cultura liceale, economia del territorio, filiere produttive, turismo e valorizzazione delle identità territoriali.

Dopo aver dato contezza di numeri e costi, l’assessore continua:  Si dà evidenza ai consiglieri che la nostra amministrazione, ancorché inserita in una autonomia speciale ma con potestà concorrente in materia, non si può erogare il diritto di stabilire quale percorso merita di essere attivato e quale no. L’assessorato lavora per creare le stesse opportunità, migliorandole ove possibile, che hanno gli altri studenti sul territorio nazionale, anche a garanzia di eventuali spostamenti degli stessi tra regioni. Si ritiene invece che nei confronti di questo percorso ci sia stato un accanimento strumentale fin dalla sua nascita, con continui attacchi anche a mezzo stampa e critiche a monte del percorso di analisi, che possono aver condizionato le famiglie e i ragazzi nella scelta.

Di sicuro quindi il progetto è partito in salita, ma a causa delle continue contrapposizioni. Quello che conta alla fine però è la soddisfazione degli studenti e delle loro famiglie, e il riscontro che ci viene dato è molto positivo.  Allo stato attuale quindi dichiarare il fallimento del progetto non solo è un errore, anche perchè
sono le scuole stesse che richiedono di procedere, ma si ritiene che sia anche offensivo nei confronti di quei ragazzi che in questo percorso credono e si impegnano con passione, e che meritano il rispetto per le proprie scelte.

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