von mas 08.03.2026 14:45 Uhr

Aquafil, quattro anni di volontariato aziendale

„All’inizio eravamo in sette…“

Un piccolo gruppo di collaboratori con la voglia di mettersi in gioco e dedicare tempo agli altri. Oggi, nel 2026, sono diventati sedici. Il percorso di volontariato aziendale di Aquafil è cresciuto con continuità, trasformandosi in un’esperienza strutturata, riconosciuta e profondamente significativa per tutti i soggetti coinvolti.

Fin dall’inizio, l’azienda ha scelto di non limitarsi a sostenere l’iniziativa simbolicamente. Ha deciso di investirvi in modo concreto, mettendo a disposizione dei collaboratori un monte ore dedicato al volontariato durante l’orario di lavoro.

Non si tratta solo di permessi, ma di una scelta culturale: riconoscere che il tempo speso nella comunità è tempo di valore anche per l’impresa. Significa pianificare le attività, coordinare i turni, garantire continuità e dare piena legittimità a un impegno che diventa parte integrante dell’identità aziendale. Questo investimento si traduce in presenza costante, affidabilità e qualità delle relazioni costruite nel tempo

 

I volontari affiancano il personale nelle attività di animazione e nei momenti occupazionali e ricreativi: laboratori musicali, attività dedicate al benessere, percorsi di stimolazione cognitiva, passeggiate all’aria aperta e uscite in bicicletta.

Ogni attività è un’occasione per creare connessioni. Durante una camminata, nel ritmo condiviso di una canzone, nel dialogo che nasce spontaneo durante un laboratorio, si costruiscono piccoli momenti che hanno un grande impatto.

I residenti rispondono con entusiasmo. L’arrivo dei volontari è atteso, riconosciuto, accolto con sorrisi che raccontano più di tante parole. La partecipazione cresce, l’interesse si accende, la routine si arricchisce di stimoli nuovi.

“Quando ho iniziato, pensavo di poter dare qualcosa del mio tempo. Non immaginavo quanto avrei ricevuto in cambio”, racconta una volontaria Aquafil. “Ogni incontro è diverso: c’è chi vuole chiacchierare, chi cantare, chi semplicemente camminare in silenzio. Si crea una relazione autentica, che va oltre l’attività in sé.”

Anche per i residenti il valore è tangibile. “Quando arrivano, si sente un’energia diversa”, racconta uno di loro. “Non è solo quello che facciamo insieme, è il fatto che qualcuno viene qui apposta per stare con noi. Ci fa sentire importanti.”

Sono parole semplici, ma raccontano l’essenza del progetto: la centralità della persona.

La continuità del progetto — oggi al quarto anno — ha permesso di creare legami autentici. I volontari non sono presenze occasionali, ma volti familiari. Questo genera fiducia, apertura, coinvolgimento.

Il passaggio da 7 a 16 volontari non rappresenta soltanto un incremento numerico. È il segno di una cultura aziendale che evolve, che riconosce il valore della responsabilità sociale vissuta in prima persona. Perché quando un’azienda investe tempo nelle relazioni, il ritorno non si misura solo in numeri, ma in sguardi, fiducia e senso di appartenenza.

E questa, dopo quattro anni, è una storia che continua a crescere, insieme.

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