von mas 04.04.2026 18:33 Uhr

Un libro al mese: Krampus e Mahakala – 1°

„Il Krampus e il Mahakala si daran la mano – Un viaggio tra montagne e autonomia“. Tibel e Tirolo, due territori indomiti con spinte autonomistiche: a metterli a confronto è Maria Sofia Rebessi, in un libro pubblicato da Effekt! –  Ecco oggi il primo stralcio: „Un paragone esplicito fra Tibet e Tirolo (storici, nda) ancora non esiste, anche se la bibliografia è consistente: colmare questa mancanza sarà lo scopo del mio testo, che ha un taglio multidisciplinare. Non intendo certo fornire un punto di vista enciclopedico; semmai il mio scopo è, tramite i paragoni spiegati poc’anzi, introdurre il tema del confronto tra due realtà così lontane geograficamente ma così vicine in varie vicissitudini.“

Particolare dalla copertina del libro

Le etimologie

Etimologia del nome Tibet

Bod in origine indicava la regione nei pressi di Lhasa, che non a caso ne è la capitale, mentre tutto l’altopiano tibetano viene chiamato Slod-Bod e pronunciato Tö-bhöt. La Cina l’ha sempre definito “Xizang”, e cioè “Zang occidentale”: questo presuppone che ne esista anche uno orientale, che però fa parte di un’altra regione cinese. Ad ogni modo, per il resto dell’umanità resterà sempre Tibet.

 

 

Etimologia del nome Tirolo

In primis, Tirolo serviva a indicare un comune, tuttora esistente, situato nella Provincia Autonoma di Bolzano. Stando agli studi di K. Brandstätter, Tirol deriva dal termine di origini preromaniche, Tirales/-is, che ha la stessa radice del latino terra, intesa come suolo, territorio. Il termine Tirol ha la sua prima attestazione in un documento stilato tra il 1140 e il 1147, poiché ivi compare il conte Albertus de Tyroles, il cui titolo era derivato dalla contea della Venosta con cui i vescovi di Trento avevano infeudato la stirpe dei Tirolo. Questi conti diventarono avvocati della chiesa di Trento.  La denominazione Alto Adige iniziò a diffondersi dal XIX secolo. Si rifaceva al Dipartimento dell’Alto Adige, sorto in epoca napoleonica. A causa dell’operato del roveretano Ettore Tolomei, l’ordinanza n. 5277 del 26 settembre 1922 inviata dall’Ufficio Distrettuale Politico di Trento a tutti i sindaci prevedeva la distruzione di tutte le insegne e diciture della monarchia asburgica: dovevano “essere rimosse tutte le aquile austriache e tirolesi, i ritratti, i simboli, gli emblemi, le tabelle, con o senza motto, che ricordano la dinastia d’Asburgo, l’Austria e il Tirolo come unità provinciale”. Il provvedimento più grave fu il decreto n. 12.637 dell’8 agosto 1923: cent’anni fa fu proibito l’uso del toponimo Tirolo e dei suoi derivati.

L'impero tibetano (618 - 842)

Questo dominio si estendeva principalmente sull’altopiano tibetano ma occupava anche territori situati attualmente in altri stati (e. g. Gorno-Badakhshan in Tagikistan, Badakhshan, Nuristan, Kunar e Nangarhar in Afghanistan, Gilgit-Baltistan in Pakistan, Kashmir, Ladakh e Uttarakhand in India, a cui vanno aggiunti Nepal e Bhutan). L’eredità del suddetto si vede ancora nell’impianto genetico delle popolazioni lì presenti e, talvolta, nell’alfabeto che si usa per le varie lingue (…)

Nell’821 fu stipulato un accordo di pace sino-tibetano di cui esistevano tre riproduzioni: una posta all’esterno del palazzo imperiale cinese di Ch’ang-an, l’altra come simbolo di demarcazione del confine fra i due regni sul passo di Chiang Chun27 e la terza di fronte al portone principale del tempio di Jokhang a Lhasa. Attualmente quest’ultima è l’unica sopravvissuta. Curiosamente, nel decreto si legge che tutto ciò che sta a est è la Cina, mentre tutto ciò che sta a ovest è il Grande Tibet e che non dovrebbero esserci ostilità di alcun tipo fra i due paesi, cosa che, storicamente, è stata ampiamente e vergognosamente disattesa

(…)

Il 7 ottobre 1950 le truppe cinesi cominciarono l’invasione del Tibet a partire dalla zona di Qamdo35, il Kham occidentale, che nel 1965 sarebbe poi stato inglobato nella regione autonoma del Tibet. Quello orientale era stato annesso alla provincia cinese del Sichuan; la zona di Amdo fu occupata fra il 1949 e il 1952. Nel 1958 fu stabilito dalle autorità cinesi il pieno controllo di entrambi i territori: il Kham (occidentale) e la terza provincia storicamente tibetana, e cioè lo Ü-Tsang, attualmente formano la regione autonoma del Tibet.

In tutto ciò, nessuno stato sovrano ha mai riconosciuto il Tibet come tale, tant’è che esiste un governo tibetano, ma in esilio a Dharamsala, in India, e dal maggio 1960. Dal 1991 esiste la Carta dei Tibetani in esilio, basata sulla separazione dei poteri, non per nulla ad affiancare il Dalai Lama ci sono l’Assemblea dei Deputati del popolo tibetano (parlamento) e il Kashag (governo). Il “Presidente del Consiglio dei Ministri” in tibetano si diceva Kalön Tripa e l’ultimo è stato Lobsang Sangay. La carica di Capo di Governo (Sikyong) è passata a Penpa Tsering nel maggio 2021.

Il caso più eclatante di territorio di matrice tibetana37 ma al di fuori dello stesso, è il Ladakh, che è diventato uno stato dell’Unione Indiana il 31 ottobre 2019, staccandosi dunque dallo stato di Jammu e Kashmir.

Tirolo, una terra contesa

La sua storia parte, invece, dal basso Medioevo; protagonisti furono i conti di Tirolo-Gorizia. Da sottolineare che Tirolo è, ancora oggi, il nome di un comune in provincia di Bolzano dove esiste Castel Tirolo, nel quale risiedeva la dinastia omonima (…)

Dal 1259, con l’ascesa di Mainardo II, i conti di Tirolo diventarono conti del Tirolo. Egli non solo riscattò i possedimenti ereditari del conte Gebhard von Hirschberg in valle Eny (dell’Inn) et montibus, ma si appropriò di tanti altri territori, a discapito dei vescovi di Trento, Bressanone e dell’aristocrazia tirolese. L’estensione territoriale, unita alla creazione di una struttura giuridico-amministrativa e all’emanazione del Landrecht (diritto territoriale) unitario furono le tre mosse con cui diede vita al comitatus et dominium Tyrolis (contea e signoria del Tirolo). Nel XIV secolo, il personaggio più influente fu Margherita, che, non avendo eredi, cedette la contea al parente Rodolfo IV d’Asburgo nel 1363: in tal modo il Tirolo passò agli austriaci (…)

Con la ripartizione voluta da Maria Teresa nel 1754 nacquero sei circoscrizioni: alta e bassa valle dell’Inn, Pusteria, Burgraviato e Venosta, All’Adige e All’Isarco e Ai confini italiani. L’espressione Tirolo meridionale è datata per la prima volta al 1762, mentre Nordtirol e Südtirol conobbero una più decisa diffusione nel corso del XIX secolo. Nell’attestazione del 1837, Sudtirolo serviva a designare tutta la parte del Kronland Tirol a sud delle Alpi (…)

Nel 1806 gli Asburgo dovettero firmare la pace di Presburgo con cui il Tirolo diventò parte del regno di Baviera. Dopo l’insorgenza tirolese del 1809 tornè di pertinenza austriaca in seguito al Congresso di Vienna. Cent’anni esatti dopo il suddetto, l’Italia dichiarò guerra all’Impero austriaco. Il Trattato di Saint-Germain-en-Laye del 1919 fu determinante in quanto non solo spezzò in due il territorio, ma diede il la a una serie di altre microspartizioni. Dopo la seconda guerra mondiale fu redatto l’Accordo Degasperi-Gruber nel 1946, con cui fu stabilito l’esercizio di un potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo. Nei fatti, però, la situazione non cambiò molto, anche perché veniva percepita dalla componente germanofona come un colpo di coda del defunto regime (…)

Ultima annotazione, ma non per importanza: l’Euregio che  esiste dal 2011 ed è un esempio di cross-border cooperation all’interno dell’Unione Europea: riunisce, anche se in modo approssimativo, le terre del Tirolo storico, che è stato asburgico.

Maria Sofia Rebessi, nata nel 1992, è insegnante a Pisa. Fra i suoi numerosi interessi ci sono l’archivistica, la biblioteconomia, i musei, le traduzioni, il giornalismo, l’editoria e – naturalmente – la storia, sia antica che contemporanea.

Il suo libro „Il Krampus e il Mahakala si daran la mano – Un viaggio tra montagne e autonomia“ è apparso nel 2023 per i tipi di Effekt!. Si può trovare nelle librerie, sia reali che virtuali, oppure presso la casa editrice.

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