von fpm 12.12.2025 06:45 Uhr

L’arte gotica in Welschtirol-Südtirol (3)

Una delle manifestazioni più ricche e originali del Gotico alpino. Tra Duecento e Quattrocento il territorio apparteneva in gran parte al principato vescovile di Trento, alla contea del Tirolo e ai domini dei conti del Tirolo e Asburgo.

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La presenza costante di maestranze provenienti dal mondo bavarese e svevo, dalle corti dell’Impero, diedero forma ad un Gotico alpino ricco e variegato. L’arte gotica si sviluppa in Europa tra XII e XV secolo (in alcuni paesi fino agli inizi del XVI). Nasce in Francia settentrionale verso il 1140 e si diffonde rapidamente in tutta l’Europa cristiana. Gotico primitivo: metà XII – inizio XIII secolo Gotico maturo: XIII – XIV secolo Gotico tardivo: XIV – inizi XVI secolo Gotico internazionale: ca. 1380 – 1430. Il Gotico nasce come evoluzione del romanico, ma con una nuova concezione dello spazio e della luce. La cattedrale gotica vuole essere una “luce di Dio” sulla Terra. Ampie vetrate colorate e rosoni che trasformano lo spazio in un ambiente luminoso e mistico. Decorazione ricchissima: sculture nelle facciate e nei portali, guglie, pinnacoli, trafori… Gli elementi tipici dell’architettura gotica sono: pianta a croce latina, coro profondo e slanciato, facciata tripartita con rosone, portali scolpiti, navate alte con cleristorio (finestre superiori), uso sistematico di scultura integrata all’architettura. Scopriamo quali sono le presenze gotiche nella nostra regione.

Si è iniziato questo percorso “gotico” con uno dei simboli della Val di Fiemme: la Chiesa di S. Maria Assunta a Cavalese. Da considerare la raffigurazione dell’Annunciazione, che riflette un’eresia del II secolo: la stessa c’è anche a San Leonardo a Tesero e a Campitello di Fassa. Con quell’eresia si negava che Cristo avesse anche natura umana; pertanto, viene raffigurato un Gesù Bambino di sola natura divina, già formato, generalmente con la croce, che viene inviato alla Vergine da Dio Padre. Ai lati del portale vi sono due memorie funebri: a sinistra quella del fondatore dell’ospitale di Fiemme, ora Casa di Riposo, il notaio Gian Giacomo Giovanelli (1665-1730), eseguita da Camillo Bernardi nel 1908; a destra quella dell’arciprete di Fiemme don Giovanni Francesco Riccabona (1734-1801) eseguita nel 1809 da don Antonio Longo. La presenza di almeno una campana è ricordata nel 1245; ora le campane sono sei, tra cui il „campanone“ che suonava all’elezione del nuovo scario, cioè della massima autorità della Comunità di Fiemme. Il campanile quattrocentesco era senz’altro nella posizione dell’attuale, notevolmente più basso. Nel 1710 venne sopraelevato alla forma odierna, molto probabilmente su disegno di don Giuseppe Alberti. Venne coperto in rame nel 1746. Il campanile ebbe bisogno di consistenti restauri pure nel 1871 e nel 1909, anno in cui venne rifatta la copertura in rame.

All’interno dell’arco santo, e perciò sulla parte antica dell’abside, è stato riportato alla luce un delicato lavoro dì inizio Quattrocento, raffigurante la parabola delle dieci Vergini. Al centro davanti alla porta vi è Cristo, lo sposo; a sinistra le cinque Vergini sagge con le lampade accese (di cui una vestita diversamente dalle altre) e a destra le cinque Vergini stolte con le lampade spente.

Le figure terminali ai lati sono poco leggibili, ma da altre simili raffigurazioni si ritiene trattarsi di Abete a sinistra e di Caino a destra. (continua)

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