Trento: i dati e la riapertura

I numeri del contagio: oggi su 1678 tamponi effettuati sono stati rilevati 6 nuovi casi (oltre ad altri 22 con il „vecchio“ sistema di conteggio), nessuno all’interno delle RSA; 2 i decessi, entrambi nelle RSA.  In calo anche i numeri per quanto riguarda i ricoveri, soprattutto quelli in terapia intensiva, ad oggi sono 9. Ecco il link alla pagina web di APSS con i numeri aggiornati a questa sera: DATI E GRAFICI
Ancora in corso i test sierologici, oggi a Borgo Chiese ed a Canazei, dove ha aderito all’esame circa il 90% della popolazione.
APSS insieme a Cibio e FEM sta lavorando tantissimo sul settore dei test macrobiologici: la struttura sanitaria e ospedaliera è stata fondamentale nella fase dell’emergenza, e continuerà ad esserlo anche nella Fase 2.
Il Presidente Fugatti in conferenza stampa (anticipata appositamente ad oggi) relaziona sulla riunione di ieri fra le Regioni e le Provincie Autonome ed il Governo italiano: la conclusione è che dal 18 maggio sarà possibile la ripartenza – per i territori con i numeri del contagio sotto controllo e con la struttura sanitaria e ospedaliera in grado di monitorarli e di intervenire per la cura in caso di un eventuale contagio di ritorno, di diverse attività commerciali.
Oggi la Giunta Provinciale, basandosi sull’articolo previsto dalla Legge appena approvata, ha deliberato di prevedere la possibilità di riaprire da lunedì 18 maggio per bar, ristoranti, parrucchieri e servizi alla persona; inoltre si è deciso di inoltrare la richiesta di anticipare a venerdì 15 maggio la ripartenza del commercio al dettaglio su tutto il territorio provinciale: questo per mantenere la gradualità nella Fase 2.
Al momento si sta lavorando sui protocolli nazionali, alquanto stringenti, per eventualmente costruire dei percorsi autonomi, che da una parte garantiscano la sicurezza dei lavoratori e degli utenti, ma che dall’altra permettano anche alle azienda di gestire la propria attività in maniera sostenibile. Stessa cosa per quanto riguarda i protocolli INAIL: l’istituto ha ritirato i suoi rappresentanti dal tavolo provinciale; l’obiettivo è di elaborare dei protocolli provinciali anche insieme a INAIL, se questo non fosse possibile, si applicheranno quelli nazionali, emanati in collaborazione con la rappresentativa nazionale dell’ente.
Nessun senso di inferiorità nei confronti di Bolzano, anzi! – afferma Fugatti rispondendo ad una domanda diretta – La Provincia di Trento si è mossa nella piena cornice della propria autonomia, avviando un percorso legislativo completo, come poi ha fatto anche Bolzano. Naturalmente, la situazione del contagio era diversa e questo parametro non poteva non essere tenuto in considerazione nella fase di riapertura.






