von Vap 04.11.2026 15:31 Uhr

Alluvione del 1966

La memoria come strumento di prevenzione

Il 4 novembre 1966 una memorabile inondazione colpì il Trentino. A Trento, nella notte tra il 4 e il 5 novembre, l’Adige ruppe gli argini nella zona di Roncafort (a nord della città) e l’acqua invase ampie aree del capoluogo. La piena dell’Avisio contribuì ad accrescere la portata del fiume e furono diversi i territori colpiti dall’alluvione: Val di Fassa, Val di Fiemme, Primiero, Tesino e Bassa Valsugana, oltre a Val Rendena e Val di Sole. Il bilancio fu drammatico: 22 vittime, migliaia di sfollati e circa 500 persone rimaste senza casa. A sessant’anni da quei giorni, un programma di iniziative a Trento ripercorre quella vicenda mettendo in dialogo memoria storica, ricerca scientifica e gestione del rischio, con diversi appuntamenti. Il calendario vede coinvolti il Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, il MUSE – Museo delle Scienze, il Comune di Trento, la Fondazione Museo storico del Trentino e il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

Mercoledì 4 novembre, attività scientifiche e simulazioni di allerta, la presentazione del volume “Sguardi sul fiume Adige” e l’apertura di un nuovo spazio espositivo dedicato ad alcuni fondi cinematografici di repertorio che documentano l’alluvione; domenica 8 novembre è prevista invece un’uscita in soft rafting per osservare il territorio da una prospettiva diversa.

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