La sistematica cancellazione della nostra Storia

Si sono svolte questa mattina in centro città a Trento le due cerimonie dedicate alla commemorazione dei Caduti di tutte le guerre (…). A seguire, al cimitero monumentale, l’arcivescovo Lauro Tisi ha celebrato la Santa Messa in onore dei caduti alla presenza dell’assessora all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica ed enti locali Giulia Zanotelli, del presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, del sindaco di Trento Franco Ianeselli, della prefetta di Trento Isabella Fusiello, del questore di Trento Francesco Zerilli e dei rappresentanti dei corpi dell’Esercito italiano.
„Preservare la memoria non è soltanto un dovere – ha affermato l’assessora Zanotelli – significa ricordare ogni giorno la nostra storia, fatta di una terra di confine che ha saputo rialzarsi nella pace e nell’autonomia. Ogni volto, ogni nome, ogni sofferenza che ricordiamo oggi ci insegnano che non dobbiamo mai dare per scontata la pace e che dobbiamo difenderla ogni giorno“.
Fin qui il comunicato stampa della Provincia di Trento, che continua elencando le altre cerimonie previste: domani pomeriggio la celebrazione del 108° anniversario dell’entrata delle truppe italiane a Trento, alla Fossa dei Martiri del Castello del Buonconsiglio; poi mercoledì, 4 novembre, quella per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
Tutto come sempre, insomma, dimenticando completamente quelle che sono la vera storia e l’identità della nostra Terra, da sempre tirolese e parte integrante dell’Impero austriaco.
Ma oggi, in occasione della cerimonia al Cimitero di Trento, un nostro lettore è stato testimone di un fatto veramente grave, che non può essere derubricato a un semplice incidente di percorso e di protocollo, ma va classificato per quello che è: l’ennesimo tentativo di alterare la nostra storia e di cancellare la nostra memoria, e questo è davvero gravissimo.
Ce lo ha raccontato e documentato, ritenendo – e noi con lui – che debba essere reso pubblico.
«In occasione della giornata dedicata ai defunti, sono passato al Cimitero di Trento – ci ha detto –: volevo semplicemente controllare se fosse ancora acceso il lume che il 14 ottobre – Giornata in ricordo delle vittime civili e dei soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale istituita dalla Provincia – avevo deposto presso il Monumento ai caduti dell’esercito imperiale e, in caso, cambiarlo.
La cerimonia con l’arcivescovo, il sindaco, i rappresentanti della Provincia e delle Forze Armate italiane si stava concludendo. Gli intervenuti erano ancora radunati presso il sarcofago, da dove si sarebbero allontanati poco dopo, seguiti successivamente anche dai militari in alta uniforme. Ai piedi del Monumento restava solo una corona d’alloro con il nastro tricolore».
«Per puro caso – ha continuato il suo racconto il lettore di UT24 – ho fatto il giro completo attorno al monumento e, con grande sconcerto, ho trovato altre due corone „nascoste“ dietro al sarcofago: erano quella deposta dal Welschtiroler Schützenbund e quella dell’Österreichisches Schwarzes Kreuz, la Croce Nera Austriaca, entrambe naturalmente contraddistinte dal nastro biancorosso.
Lì nei pressi c’era anche un signore, probabilmente un addetto ai servizi cimiteriali. Dopo avermi detto di essere altrettanto stupito dalla cosa, mi ha aiutato a rimettere le corone „censurate“ al loro posto».
Il nostro lettore e noi della redazione di UT24, a questo punto, ci chiediamo:
Chi può aver pensato fosse opportuno nascondere le due corone già presenti presso il monumento, censurando così la nostra storia?
Si è trattato di un’iniziativa personale di qualche funzionario troppo solerte o di una disposizione ben precisa?
E, in un caso o nell’altro, che giustificazione possono dare gli enti organizzatori e presenti (Comune di Trento, Provincia Autonoma, Arcidiocesi) per questa gravissima azione?
Da parte nostra, provvederemo a informare della vicenda il Welschtiroler Schützenbund e soprattutto l’Österreichisches Schwarzes Kreuz, sollecitando una loro forte presa di posizione e soprattutto una formale richiesta di spiegazioni…
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