von fpm 18.10.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (153)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

Immagine IA, elab grafica Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Il cognome Plieger appartiene all’area germanofona dell’Europa centrale e presenta una presenza storica documentata nel territorio del Tirol, del Vorarlberg e dell’odierno Südtirol. La sua origine linguistica precisa, tuttavia, non risulta accertata con sicurezza nelle fonti genealogiche consultate. Nel Südtirol esistono testimonianze documentarie del cognome. Gli archivi genealogici conservano, per esempio, schede relative a persone chiamate Plieger nate a Lajen e Feldthurns, confermando la presenza della famiglia in quest’area nel corso del Novecento. L’italianizzazione lo ha liquidato con Plaga… Anche Dalpalù e Paluselli… Per risalire all’etimologia del cognome Plörer, la fonte più utile potrebbe essere il Maria-Theresianischer Steuerkataster, il catasto teresiano compilato fra il 1774 e il 1784, che registra i proprietari di immobili anche in diverse località del Südtirol. Nel dialetto tirolese “Plora” e Plörl” hanno il significato di “parto in declivio”, dunque fu subito adattato Dalprà o Dallachina…

Plotegher potrebbe derivare dal termine dialettale germanico medievale plota, con il significato di “lastra” o “piastra di pietra”. Il cognome sarebbe quindi collegato al mestiere di chi estraeva e lavorava lastre di pietra, utilizzate anche come coperture per i tetti. Questa interpretazione è plausibile nel contesto delle attività tradizionali delle comunità montane, ma va considerata un’ipotesi etimologica, non una certezza assoluta. Una testimonianza storica particolarmente significativa si trova nell’inventario dell’archivio parrocchiale di San Lorenzo a Folgaria. Il documento descrive un registro del 1857-1858 contenente alberi genealogici di famiglie di Serrada, fra cui quella dei Plotegher. Inoltre, una ricostruzione pubblicata dal Birrificio Plotegher di Besenello collega la tradizione familiare a Guardia, frazione di Folgaria, e a un luogo chiamato Plota, associato a una grande roccia.

Plotegher quindi è probabilmente di origine germanico-dialettale e potrebbe riferirsi alla lavorazione o all’estrazione di lastre di pietra, oppure essere legato a un antico toponimo. L’italianizzazione lo ha trasformato in Dallepiatte… (continua)

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