E se l’Adige esondasse?

Quest’anno Trento si prepara a ricordare l’alluvione che, sessant’anni fa, mise a dura prova la città.
Sebbene la città sia protetta da argini, anche oggi non è impossibile che si verifichino eventi eccezionali che possono portare l’Adige a esondare. Il Piano di protezione civile comunale serve insieme sia a prevenire che a gestire un’eventuale calamità, salvaguardando innanzitutto l’incolumità delle persone oltre che gli edifici e le infrastrutture.
A seguito della revisione decennale del Piano di protezione civile conclusa nel 2025, il Comune ha ideato e realizzato nuovi materiali divulgativi.
Il primo è un pieghevole dedicato proprio al rischio alluvionale e al Piano di emergenza in caso di inondazione causata dall’Adige. L’opuscolo propone cartografie e informazioni per consentire a quante più persone possibile di approfondire il tema e conoscere i comportamenti da adottare e da evitare nel caso in cui il fiume rompa gli argini.
Il secondo pieghevole propone, con uno stile più divulgativo, una mappa disegnata in stile pop art da Fulber, artista del fumetto: rivolta a chi non conosce la materia per incuriosire e informare, la mappa rende evidente in un colpo d’occhio le aree inondate nel 1966. Con lo stesso stile è stato poi rivisto il volantino del Piano di protezione civile.
Il lavoro di squadra è stato fondamentale per raggiungere l’obiettivo: la parte tecnico-scientifica e la produzione sono state seguite dal servizio Gestione Strade, il servizio Gabinetto e comunicazione ha curato i testi e la traduzione in inglese degli elaborati, Apt l’impaginazione e la grafica. Questi materiali saranno illustrati e distribuiti agli interessati al parco delle Albere sabato 17 e domenica 18 ottobre.
Altri materiali sul rischio alluvionale e sulla protezione civile sono consultabili nella pagina dedicata alla protezione civile, in formato video e nella lingua dei segni (Lis).
E per chi volesse immergersi nella realtà virtuale e conoscere le antiche rogge cittadine, i mulini e il corso originale del fiume Adige, fino al 4 novembre a Cappella Vantini è possibile indossare il visore e scoprire il progetto realizzato dall’ufficio Eventi, cultura e sport Antiche storie d’acqua






