von mas 15.10.2026 06:45 Uhr

Briciole di Memoria: La ricerca dei feriti

Oltre agli elenchi dei nostri soldati feriti (oggi sono presenti diversi nomi di  Ronchi in Valsugana), prigionieri o caduti, nelle prime settimane di ottobre «Il Trentino» pubblica alcune fotografie che raffigurano gli addetti alla sanità che, dopo la battaglia, vanno alla ricerca dei feriti rimasti sul campo. Il giornale presenta anche una prima statistica. Alla fine della guerra quasi un quinto dei soldati partiti dalle nostre valalte  non tornerà a casa, senza contare i tanti reduci mutilati e invalidi.

Immagini da Il Trentino - Ottobre 1914

A Olmütz;  Il Segretariato riceve da Olmütz che colà giacciono feriti due altri soldati trentini:  Angeli Giustino da Dro; Bazzanella Giuseppe da Sover.

A Budapest: A Budapest si trovano feriti: Andreatta Arturo di Bosentino; De Simon Giuseppe di Dorà (Valfloriana).

Feriti trentini a Bolzano: Andreatta Silvio da Civezzano alpino, ferito al braccio; Bonmassar Ignazio da Salorno cacciatore, ferito al piede; Caldana Carlo da Ceniga, alpino, ferito al collo; Donati Angelo da Darzo, 2.o alpini, ferito alla mano d.; Fedrizzi Costantino da Sfruz, alpino, ferito al piede; Giacomoni Ernesto da Ragoli, alpino, ferito a un piede; Gelvagni Lodovico da Rovereto, alpino, ferito al piede; Giovanelli Francesco, chauffeur, ammalato; Lavoc (?) Alfonso da Faver, cacciatore, bronchite; Lazzari Ferdinando da Capriana, cacciatore, ammalato; Lorenzin Luigi da Castelnovo, alpino, ferito alla mano destra; Mattivi Rodolfo da Vigo Meano, cacciatore, ferito alla mano destra; Paller Edoardo da Proves, caposquadra, ammalato; Peterlini Giuseppe, cacciatore, ferito al ginocchio sinistro; Seganna Pio da Borgo, alpino, ammalato. Zucal Alessio da Sarnonico, cacciatore, ammalato; Spacapan Eugenio da Gorizia, cannoniere, bronchite.

DI QUA E DI LA‘

A Vienna è degente Giulio Depaoli da Trento del 1.o reggimento alpini, 1.a compagnia. È ferito a una mascella.  L’ing. Oreste Susat, socio dell’Associazione Universitaria Cattolica, che aveva preso parte alla guerra in Serbia in qualità di sottufficiale, è tornato ferito a Riva. Una palla entratagli in un fianco lo trapassò da banda a banda.  Ad Ala d’Innsbruck è degente Lorenzi Amilcare da Povo, 4.o cacciatori, ferito a una mano.

Si hanno notizie dei seguenti soldati feriti da Ronchi di Valsugana:  Bruella Paolo, ferito alla mano sinistra, è degente a Vienna; Camano Giovanni Alessandro, ferito da due fucilate alla gamba sinistra, si trova a Miskolez (Ungheria); Cama Benedetto, ferito al braccio, rimpatriato; Ganarin Arcangelo, ferito alla spalla destra è a Steyr; Ganarin Giacomo Andrea, ferito alla gamba, rimpatriato; Ganarin Fortunato, ferito al piede, si trova a Kyralyhida (Ungheria); Zurlo Pietro, ferito alla mano sinistra, è degente a Karasebes, ai confini vicino alla Rumenia; Casagranda Rodolfo, ferito alla testa, è a Kaposwar (Ungheria).

A Trento:  Nell’ospedale num. 2 (Istituto Magistrale nuovo) sono arrivati: Moscatelli Giovanni da Mori; Carlin Emilio da Canezza; Benedetti Quinto da Mori; Giovanni Borgogno da Telve di Sopra; Andreatta Lodovico da Costasavina.  Nelle caserme Madruzzo: Janeselli Giovanni da Bosentino.

Tra i morti in guerra

A Zebrzydovice (Ungheria) è morto in seguito a ferite riportate il 4 novembre Riccardo Battisti da Ronchi di Valsugana.

Fra i prigionieri

Tra i prigionieri vi è pure Dallapè Augusto studente di medicina, in viaggio per Homsk.  Sono prigionieri dei russi Luigi Seppi di Salorno, proprietario dell’osteria all’Aquila Bianca e i suoi compatrioti Carlo Zanol e G. Vittori, tutti e tre del 1.o cacciatori.

Un po‘ di statistica

I nomi dei soldati feriti morti o prigionieri trentini raccolti dal nostro Segretariato, raggiungono già la cifra di 2054; fra questi vi sono 2014 feriti; 29 morti e 14 prigionieri.

Il numero dei feriti rappresenta quasi il 7 per cento dei feriti di tutta la Monarchia riportati nelle liste fin’ora pubblicati. Tale percento però deve in realtà essere minore perchè le notizie private che ci giungono precedono almeno in quanto riguardano i feriti trentini,un mese e più le notizie ufficiali delle liste del ministero della guerra.

Ecco invece la didascalia delle fotografie pubblicate (che abbiamo elaborato per renderle più chiare):

Le colonne della sanità hanno trovato nel cane un prezioso collaboratore nella ricerca dei feriti che con la straordinaria estensione del fronte della battaglia si trovano spesso assai dispersi. Nelle due nostre fotografie vediamo questi bravi cani samaritani intenti ad adempiere al compito pietoso loro affidato.

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