von fpm 07.10.2026 13:00 Uhr

Patrimonio Culturale Immateriale (3)

Il Patrimonio culturale immateriale si riferisce a tradizioni e pratiche ancora vive, tramandate di generazione in generazione che danno alla comunità un senso di identità e continuità.

Foto web, elab grafica Flavio Pedrotti Móser

ll Patrimonio culturale non è solo monumenti e collezioni di oggetti ma anche tutte le tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati: espressioni orali, incluso il linguaggio, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo, artigianato tradizionale. Questo Patrimonio culturale immateriale è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione e la sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere.  L‘UNESCO ha tra i suoi obiettivi prioritari l’attuazione di misure atte a favorire la trasmissione del patrimonio culturale immateriale fra le generazioni, per questo nel 2003 ha adottato la Convenzione per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, ratificata dall’Italia nel 2007, nella quale è prevista una serie di procedure per l’identificazione, la documentazione, la preservazione, la protezione, la promozione e la valorizzazione del bene culturale immateriale. Il Südtirol è ad oggi interessato da quattro riconoscimenti del Patrimonio Culturale Immateriale.

Nel 2019 la Transumanza è stata inserita nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale immateriale come elemento transnazionale. Un riconoscimento che coinvolge Italia, Grecia e Austria e dal 2023 anche Albania, Andorra, Croazia, Francia, Lussemburgo, Romania e Spagna. La transumanza è un’antica pratica della pastorizia che consiste nella migrazione stagionale del bestiame nel Mediterraneo e nelle Alpi. Si tratta di una tradizione che affonda le sue radici nella preistoria e che si sviluppa in Italia anche tramite le vie erbose dei “tratturi” che testimoniano, oggi come ieri, un rapporto equilibrato tra uomo e natura e un uso sostenibile delle risorse naturali. La transumanza è stata inserita nel 2019 dall’UNESCO nella Lista Rappresentativa del patrimonio culturale Immateriale, che ha riconosciuto il valore della pratica sulla base di una candidatura transnazionale presentata da Italia, Austria e Grecia. L’UNESCO ha riconosciuto due tipi di transumanza – quella orizzontale, nelle regioni pianeggianti, e quella verticale, tipica delle aree di montagna – evidenziando l’importanza culturale di una tradizione che ha modellato le relazioni tra comunità, animali ed ecosistemi, dando origine a riti, feste e pratiche sociali che costellano l’estate e l’autunno, segno ricorrente di una pratica che si ripete da secoli con la ciclicità delle stagioni in tutte le parti del mondo. Nel 2023 l’elemento è stato esteso ad Albania, Andorra, Croazia, Francia, Lussemburgo, Romania e Spagna.

I percorsi di migrazione delle pecore nelle Ötztaler Alpen sono una forma particolare di transumanza, poiché attraversa sia i ghiacciai sia i confini nazionali. Ogni anno, all’inizio dell’estate, circa 5000-5500 pecore si spostano dal Südtirol all’Austria per pascolare nei pascoli della Ötztal. Circa 70-80 uomini e donne, provenienti dalla Schnalstal e dalla Vinschgau lavorano come pastori. Durante il viaggio del Timmelsjoch nella Passeiertal, sono soprattutto gli uomini di Obergurgl a svolgere questo compito. Vivono per tre mesi nelle vecchie capanne dei pastori nella valle Ötztal per poi fare ritorno in Südtirol con le loro pecore a settembre. Nel corso di molte generazioni, la transumanza ha portato allo sviluppo di rapporti di parentela, sociali e culturali tra le persone „di qua e di là“. Antichi rituali e usanze, come la determinazione del pascolo e del numero di pecore, il pagamento o l’andare in chiesa prima della transumanza, sono praticati ancora oggi.

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