von fpm 05.10.2026 13:00 Uhr

Patrimonio Culturale Immateriale (1)

Il Patrimonio culturale immateriale si riferisce a tradizioni e pratiche ancora vive, tramandate di generazione in generazione che danno alla comunità un senso di identità e continuità.

Foto web, elab grafica Flavio Pedrotti Móser

ll Patrimonio culturale non è solo monumenti e collezioni di oggetti ma anche tutte le tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati: espressioni orali, incluso il linguaggio, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo, artigianato tradizionale. Questo Patrimonio culturale immateriale è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione e la sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere.  L‘UNESCO ha tra i suoi obiettivi prioritari l’attuazione di misure atte a favorire la trasmissione del patrimonio culturale immateriale fra le generazioni, per questo nel 2003 ha adottato la Convenzione per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, ratificata dall’Italia nel 2007, nella quale è prevista una serie di procedure per l’identificazione, la documentazione, la preservazione, la protezione, la promozione e la valorizzazione del bene culturale immateriale. Il Südtirol è ad oggi interessato da quattro riconoscimenti del Patrimonio Culturale Immateriale.

L’UNESCO ha iscritto la Traditionelle Bewässerung (l’irrigazione tradizionale) nella Lista Rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale. Un riconoscimento che coinvolge Belgio, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Svizzera e Germania. La Traditionelle Bewässerung utilizza la gravità e costruzioni fatte a mano come canali e fossati per distribuire l’acqua dai punti di raccolta presenti in natura (come sorgenti, ruscelli e ghiacciai) ai campi. I praticanti scelgono giorni e periodi specifici per deviare manualmente l’acqua e l’inizio o la fine della stagione dell’irrigazione è spesso accompagnato da incontri sociali e festività. L’irrigazione tradizionale richiede una profonda conoscenza del paesaggio naturale, del flusso d’acqua e delle condizioni meteorologiche, nonché una stretta collaborazione tra i responsabili della distribuzione dell’acqua (come agricoltori e proprietari terrieri) e altri soggetti coinvolti nella manutenzione delle strutture fisiche (come cooperative idriche e autorità locali). La pratica viene in genere trasmessa alle generazioni più giovani in modo informale, attraverso l’osservazione e la formazione da parte di membri esperti, sebbene anche le cooperative, le associazioni, gli studiosi e le istituzioni svolgano un ruolo importante nella trasmissione del sapere.

Per i praticanti, la Traditionelle Bewässerung e i secolari sistemi di canali a essa legati sono forti marcatori identitari. La pratica è legata a un vocabolario specifico e le conoscenze richieste (come la comprensione dell’impatto del ciclo lunare sul flusso dell’acqua e le abilità legate alla lavorazione del legno) possono essere applicate ad altri aspetti della vita dei portatori e delle comunità circostanti.

In Südtirol è stato riconosciuto il „Wiesnwassern“, la tradizionale pratica di irrigazione a sommersione dei prati tramite “Waale”, ossia le rogge irrigue. L’irrigazione tradizionale sulla Malser Haide è stata pertanto inserita nella Lista del patrimonio culturale immateriale. Le rogge irrigue e l’irrigazione a sommersione rendono fertile un territorio di circa 400 ettari in Obervinschgau, poco soggetto a piogge, creando così uno spazio ecologico ricco di flora e fauna.

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