von fpm 02.10.2026 06:45 Uhr

L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (45)

Con Flavio Pedrotti Móser visitiamo una delle manifestazioni più ricche e originali del Gotico alpino. Tra Duecento e Quattrocento il territorio apparteneva in gran parte al principato vescovile di Trento, alla contea del Tirolo e ai domini dei conti del Tirolo e Asburgo

(Foto Wikipedia, elab gif Flavio Pedrotti Móser)

Nel cuore di Seefeld in Tirol, lungo l’attuale zona pedonale, sorge la Pfarr- und Wallfahrtskirche St. Oswald, la chiesa parrocchiale e santuario dedicato a San Osvaldo. È uno dei più importanti edifici tardogotici del Tirol e, per secoli, fu una delle mete di pellegrinaggio più conosciute della regione. La presenza di una chiesa a Seefeld è documentata già nel Medioevo: le fonti turistiche locali indicano una prima attestazione nel 1263, mentre la chiesa viene nuovamente ricordata in documenti del 1320. L’edificio originario era molto più piccolo di quello che possiamo ammirare oggi. La sua fama cambiò radicalmente nel 1384, quando, secondo la tradizione, vi sarebbe avvenuto il celebre “Hostienwunder”, il miracolo dell’Ostia di Seefeld. La storia ha come protagonista Oswald Milser, cavaliere e amministratore della fortezza di Schlossberg. Secondo la tradizione, durante la Messa del Giovedì Santo del 1384, Milser avrebbe preteso dal sacerdote un’ostia più grande di quella distribuita agli altri fedeli. Quando l’ostia gli fu consegnata, sarebbe diventata rossa come il sangue. Contemporaneamente, la pietra sulla quale Milser era inginocchiato e la pesante pietra dell’altare sarebbero sprofondate nel pavimento. La leggenda racconta inoltre che Milser, cercando disperatamente di aggrapparsi all’altare, avrebbe lasciato l’impronta della propria mano sulla pietra, impronta che la tradizione indica ancora oggi come visibile. Le fonti contemporanee citate dalle autorità locali tramandano il racconto in una forma ancora più drammatica: quando l’ostia toccò la lingua di Milser, egli sarebbe sprofondato nel pavimento e il sacerdote, recuperandola, avrebbe visto comparire il colore rosso. Secondo la tradizione, Milser si sarebbe poi pentito e ritirato in un monastero come penitente.

Il crescente afflusso di pellegrini rese presto insufficiente la piccola chiesa medievale. La devozione legata al miracolo favorì così la costruzione di un edificio molto più grande. Nel 1432, il duca Friedrich IV d’Asburgo, conosciuto come Friedrich mit der leeren Tasche (“Federico con la borsa vuota”), diede avvio alla costruzione della nuova chiesa gotica. I lavori proseguirono sotto il figlio Sigmund der Münzreiche, “Sigismondo il Ricco di monete”, e l’edificio fu completato nel 1474. La costruzione della chiesa rappresentò un momento fondamentale nella storia di Seefeld: il pellegrinaggio attirava infatti un numero crescente di visitatori e contribuì alla nascita di strutture di accoglienza, del monastero e di un’economia legata ai viaggiatori. Le autorità locali considerano proprio questa fase una sorta di inizio della vocazione turistica di Seefeld. La St. Oswald è particolarmente interessante anche dal punto di vista artistico. La chiesa presenta una struttura tardogotica a tre navate, con importanti opere e decorazioni. Tra gli elementi ricordati dalle guide locali figurano: affreschi del XV secolo; un fonte battesimale gotico; un pulpito con intagli a superficie piatta del 1524; preziose figure lignee degli altari; il celebre dipinto su tavola di Jörg Kölderer del 1502; il grande rilievo del timpano del portale principale, collegato alla vicenda del miracolo dell’Ostia.

Particolarmente suggestiva è la Blutskapelle, la “Cappella del Sangue”, legata alla venerazione dell’ostia miracolosa. Secondo la tradizione, l’ostia veniva conservata in un ostensorio e avrebbe presentato tracce interpretate dai fedeli come segni del miracolo. La devozione rese questa reliquia il centro della vita religiosa di Seefeld per molti secoli.

La storia della chiesa è strettamente legata alla casa d’Asburgo. Dopo Friedrich e Sigmund, anche l’imperatore Massimiliano I mostrò particolare interesse per Seefeld e per il suo pellegrinaggio. La posizione di Seefeld, sull’importante altopiano tra Innsbruck e il passo verso la Baviera, favorì inoltre l’arrivo di mercanti, viaggiatori e pellegrini. La città acquisì così una crescente importanza economica e religiosa. Ancora oggi St. Oswald costituisce uno dei punti centrali di Seefeld. Dalla chiesa parte il Kreuzweg, la Via Crucis di 14 stazioni che sale verso il Pfarrhügel (Pfarrbichl). (continua)

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