von mas 26.09.2026 18:30 Uhr

Un libro al mese: Opzioni … nelle Valli Ladine“ – 4°

Il libro di Luciana Palla „Opzioni guerra e Resistenza nelle valli ladine. Il diario di Fortunato Favai. Livinallongo 1939-1945“ è uscito nel 2000, ma è sempre attualissimo.   E‘ la stessa autrice a „raccontarlo“ ai lettori di UT24. Ecco oggi il suo  quarto e ultiimo intervento:  “ … I nuovi arrivati dovettero vivere in mezzo ad una popolazione ostile …  locali cui erano state sottratte le proprietà cedute agli optanti.…“

Elaborazione UT24 dalla copertina del libro

L'esodo nel Reich

In tutto circa 2000 ladini emigrarono effettivamente oltre il Brennero; ad alcune famiglie della Val Badia, di Fodom e di Colle S. Lucia, che in patria erano occupate nell’agricoltura, vennero assegnate delle proprietà nella Bassa Stiria, su un territorio sloveno annesso al Reich: in questa zona – come in altre – era stato avviato un programma di pulizia etnica e di arianizzazione, allontanando ebrei ed oppositori del regime, cui andavano sostituite genti „fidate“, quali dovevano essere gli optanti sudtirolesi e ladini.

I nuovi arrivati dovettero vivere in mezzo ad una popolazione ostile e sotto la protezione dei soldati nazisti, subendo continuamente irruzioni notturne e violenze da parte dei “partigiani” locali cui erano state sottratte le proprietà cedute agli optanti.

Riportiamo un brano dalla testimonianza di Elisabetta, originaria di Colle Santa Lucia, la cui famiglia si trasferì nella Stiria slovena nel 1943:

„Quando siamo arrivati ci hanno dato una casa, anzi ce ne hanno dato quattro-cinque di case… Lì abbiamo cominciato a lavorare la campagna, il primo anno è andata abbastanza bene, ma dopo hanno cominciato i partigiani: durante il giorno venivano i tedeschi, di notte venivano i partigiani. Noi avevamo parecchio bestiame in stalla e un giorno mancava una manza, un giorno un vitello, finché un giorno si sono presi tutto!“

Alla fine della guerra si fugge per salvare la pelle, senza niente, „tranne quello che si aveva in tasca“. C’è poi la difficoltà del ritorno a casa, spesso anni dopo, e la difficile convivenza con la propria comunità che era stata abbandonata con quella partenza verso l’illusione del benessere.

Da questo volume edito circa 25 anni fa è stato tratto lo spettacolo teatrale “L’Opzione”, scritto e interpretato da Francesca Satta Flores e Stefania Bogo, portato già in varie località, fra cui Bolzano e Cuneo.

Perché proprio ora? Stefania risponde così: “Perché dall’anno della pubblicazione del diario molte cose sono cambiate: nel 2000 l’Europa unita sembrava ad un passo dall’essere del tutto realizzata, il muro di Berlino era caduto da poco e con un futuro di pace che si apriva all’orizzonte sembrava grottesco che qualcuno avesse voglia di erigere barriere invece di farle cadere. Ora siamo nel 2026 e purtroppo, per quanto surreale possa sembrare, alcuni aspetti di quella vecchia storia sono tornati di attualità”.

Luciana Palla, nata a Livinallongo, laureata in filosofia e in storia, ha svolto un’intensa attività di ricerca sulla storia delle valli ladine nel Novecento. I lettori di UT24 la conoscono anche per il suo libro dedicato ai soldati tirolesi (in particolare primierotti) imprigionati a Isernia dopo la fine della Prima guerra mondiale e per «Profughi tra storia e memorie» e «I ladini fra tedeschi e italiani», che abbiamo presentato negli anni scorsi.

Edito dalla Fondazione Museo Storico nel lontano 2000, il libro «Opzioni, guerra e resistenza nelle valli ladine» – da cui è stato tratto anche un interessante testo teatrale, andato in scena più volte in diverse località della Ladinia – si trova in libreria e online, oppure può essere richiesto direttamente all’autrice tramite i seguenti contatti: lcnpalla@gmail.com – 339 / 3781322.

La dottoressa Palla è a disposizione per presentare sul territorio questo e gli altri suoi libri.

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