Morandell critica il «Kit della patria» di Galateo per le scuole italiane

«Risolvere i problemi, invece di sventolare bandierine»: con queste parole la presidente della Soziale Mitte della SVP, Gabriele Morandell, reagisce all’iniziativa presentata dal vicegovernatore provinciale Marco Galateo per le scuole di lingua italiana in Südtirol. Nell’ambito del progetto «La Costituzione vista da noi», alle classi partecipanti viene consegnato il cosiddetto «Kit di cittadinanza», contenente materiali dedicati alla Costituzione italiana. Lo stesso Galateo, durante la presentazione, ha definito il pacchetto «Kit della patria». Tra i materiali sono presenti, tra l’altro, la Costituzione italiana e il Tricolore. «È naturalmente importante che i giovani conoscano la Costituzione e si confrontino con temi come democrazia, uguaglianza, solidarietà, pace, diritti e doveri», sottolinea Morandell. «Ma se dall’educazione civica si passa a un “Kit della patria”, con una particolare attenzione all’identità nazionale, senza tenere conto della situazione specifica del Südtirol e della nostra autonomia, per me è incomprensibile».
Secondo Morandell, l’assessore provinciale Galateo conosce bene la particolare storia e la situazione del territorio. «Per questo ritengo sbagliato continuare ad alimentare dibattiti sull’identità attraverso i simboli nazionali. Le nostre scuole hanno soprattutto bisogno di istruzione, di buone condizioni quadro e di prospettive per il futuro dei giovani». «I nostri membri della Giunta sono stati eletti per risolvere i problemi concreti delle persone», afferma Morandell. «La carenza di abitazioni, l’aumento del costo della vita, gli elevati prezzi dell’energia, l’emigrazione dei giovani, l’assistenza e la cura delle persone anziane, così come la sicurezza negli spazi pubblici: sono queste le sfide che dobbiamo affrontare insieme».
La Soziale Mitte vuole quindi concentrare l’attenzione su ciò che realmente preoccupa le persone nella vita quotidiana. «Il nazionalismo non risolve la carenza di abitazioni. Una bandiera non abbassa la bolletta dell’elettricità. E un simbolo, da solo, non crea prospettive per i giovani. Abbiamo bisogno di una politica concreta che migliori la vita delle persone».






