von fpm 25.09.2026 06:45 Uhr

L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (44)

Con Flavio Pedrotti Móser visitiamo una delle manifestazioni più ricche e originali del Gotico alpino. Tra Duecento e Quattrocento il territorio apparteneva in gran parte al principato vescovile di Trento, alla contea del Tirolo e ai domini dei conti del Tirolo e Asburgo

(Foto Wikipedia, elab gif Flavio Pedrotti Móser)

La Pfarrkirche Mariä Himmelfahrt di Imst non è soltanto una bella chiesa gotica: è il risultato di oltre cinque secoli di trasformazioni. Nata dalla grande stagione edilizia della Imster Bauhütte nel Quattrocento, completata nel 1493, trasformata in stile barocco nel Settecento, danneggiata dal devastante incendio del 1822 e infine riportata verso l’aspetto gotico tra il 1909 e il 1912, rappresenta una sorta di documento architettonico della storia stessa di Imst. La posizione nella Oberstadt, il campanile di circa 85 metri, la facciata tardogotica, gli affreschi esterni e il rapporto con l’antica area cimiteriale rendono la visita particolarmente interessante per chi vuole comprendere l’arte e la storia del Tirol medievale Pfarrkirche Imst, dedicata a Mariä Himmelfahrt (Assunzione di Maria), è uno dei monumenti medievali più importanti di Imst, nel Tirol. La grande chiesa tardogotica domina la Oberstadt e, insieme al suo imponente campanile, costituisce uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio urbano. È considerata il principale capolavoro della cosiddetta Imster Bauhütte, la scuola di maestri costruttori attiva nella regione nel XV secolo. La presenza di una chiesa a Imst è documentata già nel XIII secolo: un parroco è ricordato nel 1267, mentre una precedente chiesa fu consacrata nel 1350, dopo essere stata ampliata. L’edificio che vediamo oggi è però il risultato di una grande ricostruzione iniziata nella seconda metà del Quattrocento. Nel 1462 venne posta la prima pietra del nuovo edificio. I lavori furono inizialmente guidati dal maestro Heinrich, appartenente alla Imster Bauhütte. La costruzione proseguì per oltre trent’anni e coinvolse una seconda generazione di maestri, guidata da Meister Jörg. Il coro venne realizzato tra il 1462 e il 1475, mentre la grande navata fu completata nel 1493.

La costruzione coincise con un periodo di particolare prosperità per Imst. La località era infatti un importante centro commerciale e minerario e disponeva di numerosi artigiani e minatori. Proprio questi ultimi contribuirono anche alla costruzione della chiesa: le fonti parrocchiali ricordano l’aiuto dei Bergknappen, i minatori della zona. L’edificio è una Hallenkirche tardogotica a tre navate: le tre navate hanno un’altezza molto simile e sono separate da robusti pilastri. Questa soluzione crea all’interno un’impressione di grande ampiezza e di continuità dello spazio. L’architettura presenta numerosi elementi caratteristici del gotico tirolese: finestre ogivali; contrafforti esterni; fregi decorativi a traforo; portali con profili scolpiti; il grande rosone della facciata occidentale; il particolare timpano a gradoni della facciata; pinnacoli e nicchie ogivali; un elaborato apparato decorativo esterno. La facciata occidentale, con il suo timpano gradonato, i pinnacoli e le tre file di nicchie ogivali cieche, mostra una stretta relazione con la Pfarrkirche di Hall in Tirol, costruita nella prima metà del Quattrocento. Anche la tradizione costruttiva della Imster Bauhütte si inseriva infatti in un più ampio circuito artistico che collegava il Tirol alla Baviera. Uno degli aspetti più spettacolari è il campanile, collocato sul lato settentrionale del coro. La torre raggiunge circa 84,5 metri ed è considerata il campanile più alto del Tirol. La parrocchia di Imst la descrive come una delle caratteristiche più impressionanti della chiesa.

La torre è caratterizzata da grandi finestre ogivali e da aperture gemelle con elaborati trafori. Il suo alto elmo appuntito contribuisce a rendere la sagoma della chiesa visibile da diversi punti della città. Una curiosità riguarda proprio l’altezza: alcune fonti locali riportano 84,5 metri, mentre la pagina della parrocchia utilizza anche la cifra di 86 metri. La misura comunemente riportata per il monumento è comunque circa 85 metri. La storia della chiesa è stata segnata da una delle più gravi catastrofi nella storia di Imst: il grande incendio del 1822, che devastò gran parte dell’antico abitato. Anche la chiesa subì danni gravissimi. Gran parte dell’arredo barocco interno andò perduta e l’edificio dovette essere ricostruito e restaurato. Il fatto è particolarmente importante perché spiega una caratteristica apparentemente curiosa dell’edificio: l’aspetto gotico attuale degli interni non è completamente medievale.

Nel 1780 l’interno della chiesa era stato infatti trasformato secondo il gusto barocco. Le originarie volte tardogotiche vennero eliminate e l’apparato decorativo medievale fu in parte coperto o modificato. Dopo l’incendio del 1822, la chiesa fu nuovamente sistemata. Tra il 1909 e il 1912 venne intrapreso un importante intervento di regotizzazione, cioè di recupero dell’aspetto gotico dell’edificio. Furono riportati alla luce elementi medievali e venne nuovamente valorizzato il grande rosone della facciata occidentale. Per questo motivo l’interno che oggi appare così armoniosamente gotico è il risultato dell’incontro fra struttura medievale, trasformazioni barocche, distruzione ottocentesca e restauri storicisti del Novecento.

All’esterno sono conservati interessanti affreschi tardogotici. Particolarmente importante è quello raffigurante San Cristoforo, datato 1494, realizzato quindi poco dopo il completamento della navata.  Un particolare molto curioso si trova all’esterno, sotto la linea del tetto: un fregio dipinto a traforo con diversi stemmi. Tra questi compaiono l’aquila tirolese, il leone degli Staufen, lo scudo austriaco e l’antico stemma di Imst. Non si tratta quindi soltanto di una decorazione architettonica: il fregio costituisce una sorta di racconto araldico della storia politica della località. (continua)

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