Diritto all’autodeterminazione

In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha messo in guardia da una separazione del Südtirol dall’Italia. L’appartenenza del Südtirol all’Italia non sarebbe una «questione da discutere», ha affermato il ministro. Per la Süd-Tiroler Freiheit, invece, l’appartenenza statale del territorio è assolutamente una «questione da discutere», come sottolinea il consigliere provinciale Sven Knoll in una nota. «Abbiamo un’autonomia perché siamo un gruppo etnico austriaco all’interno di uno Stato che ci è estraneo», ricorda il consigliere provinciale della Süd-Tiroler Freiheit. «Il diritto internazionale prevede inoltre il diritto all’autodeterminazione. È un nostro diritto democratico originario discutere del futuro del nostro territorio e decidere autonomamente a quale Stato desideriamo appartenere». Il Südtirol e la sua popolazione non sono una proprietà dell’Italia. Secondo il movimento, proprio i continui attacchi all’autonomia dimostrerebbero che il Südtirol non potrà mai avere un futuro sicuro all’interno dell’Italia. «L’autonomia serve a tutelare il nostro gruppo etnico nello Stato italiano. La migliore protezione dall’Italia sarà però sempre quella di non appartenere all’Italia», conclude Knoll.
Anche i Freiheitlichen difendono il diritto all’autodeterminazione: i Freiheitlichen del Südtirol reagiscono a loro volta alle dichiarazioni di Tajani e a quelle dell’assessore provinciale italiano all’Istruzione Marco Galateo e dell’assessore provinciale al Patrimonio Christian Bianchi. «Il diritto all’autodeterminazione è una componente centrale del diritto internazionale. Né gli assessori Galateo e Bianchi né il ministro degli Esteri Tajani potranno ignorare questo diritto. Al contrario: esso costituisce una base normativa per l’attività del ministro degli Esteri e per le sue relazioni diplomatiche ed è stato inoltre uno dei fondamenti dell’unificazione italiana», spiega il presidente dei Freiheitlichen, Roland Stauder. Finora i Freiheitlichen non avrebbero rivendicato concretamente il diritto all’autodeterminazione. Secondo Stauder, tuttavia, il suo partito persegue l’obiettivo di sviluppare ulteriormente l’autonomia in direzione di una maggiore indipendenza, nel rispetto dei principi democratici e coinvolgendo tutti e tre i gruppi linguistici.
«Per Silvius Magnago è sempre stato fuori discussione che il diritto all’autodeterminazione non possa essere sottratto da nessuna potenza al mondo. Ciò non gli impedì di rendere possibile l’autonomia del Südtirol nella sua forma attuale», affermano i Freiheitlichen. Un passo verso l’autodeterminazione potrebbe essere richiesto esclusivamente dalla popolazione del Südtirol, nel rispetto del diritto internazionale, qualora un giorno essa ritenesse tale passo opportuno alla luce delle condizioni politiche.
«Crediamo nell’ulteriore sviluppo dell’autonomia attraverso il consenso di tutti i gruppi linguistici e sulla via del negoziato. Allo stesso tempo, condanniamo il tentativo di influenzare negativamente il clima politico nel Südtirol attraverso la paura e la divisione etnica», conclude Stauder.






