Collegio Bassa Atesina, discussione in Regione

Nella seduta di ieri del Consiglio Regionale si è discussa – come secondo punto – la mozione n 17: : Non smembrare il collegio senatoriale dell’Oltradige-Bassa Atesina (presentata dai consiglieri Foppa, Rohrer, Oberkofler e Coppola). Con questa mozione si intende impegnare il Consiglio e la Giunta a revocare la nuova ripartizione del collegio senatoriale Bolzano-Oltradige/Bassa Atesina – prevista dalla nuova legge elettorale e che comporta il distacco di alcuni comuni dell’Oltradige e della Bassa Atesina – e a mantenere il collegio senatoriale Bolzano-Oltradige/Bassa Atesina nella sua configurazione attuale.
Brigitte Foppa (Verdi – Grüne) ha definito la lunga discussione sul punto precedente una manovra per ritardare la trattazione dell’ordine del giorno. Sulla ridefinizione dei collegi elettorali – ha ricordato – si è dibattuto per settimane e la stessa SVP è stata oggetto di critiche interne. La Bassa Atesina ha sempre espresso un voto interetnico, superando le appartenenze linguistiche, cosa che con questa riforma non sarà più possibile: due partiti si sono spartiti il comprensorio a danno della popolazione.
Il presidente Arno Kompatscher ha sottolineato che la questione rientra tra le misure del Pacchetto, nello specifico la misura 111 relativa ai collegi del Senato, e che la materia esula pertanto dalle competenze del Consiglio regionale, chiedendo quindi il ritiro della mozione.
I collegi elettorali sono anche una questione regionale, ha replicato Foppa, insistendo per la trattazione del documento. Dal canto suo, il presidente del Consiglio regionale Josef Noggler ha confermato l’ammissibilità della discussione sul voto di preferenza/mozione.
Sven Knoll (STF) ha condiviso le perplessità di Kompatscher, ricordando tuttavia che la SVP aveva già rifiutato di affrontare il tema nella sede competente del Consiglio provinciale sudtirolese .
I collegi senatoriali riguardano l’intera regione, ha affermato Paul Köllensperger (Team K). La cosiddetta soluzione di compromesso tutela la SVP, non la minoranza; il partito di raccolta non si aspettava una simile opposizione e si ritrova ora a difendere una soluzione peggiore della prima proposta avanzata da Urzì.
La mozione non è di competenza del Consiglio regionale, ha ribadito Harald Stauder (SVP), ricordando il «Los von Trient»: nemmeno ai trentini andrebbe a genio se l’aula regionale si esprimesse su una questione prettamente trentina
Sandro Repetto (PD) ha invece ritenuto l’atto del tutto ammissibile. Ai cittadini di Bolzano e della Bassa Atesina importa poco il gruppo linguistico di appartenenza del senatore, quanto piuttosto la sua capacità di fare i loro interessi. Chi sostiene questo ridisegno veicola un’immagine distorta di autonomia a trazione tedesca: in realtà , l’unico obiettivo è favorire l’elezione dell’italiano «gradito».
Andreas Leiter Reber (Gruppo Misto) ha criticato la presunzione della SVP di considerarsi l’unica rappresentante del gruppo linguistico tedesco. Il Consiglio regionale forse non sarà la sede ideale, ma nella sede opportuna, il Consiglio provinciale, si è scelto di non discuterne. La riforma, inoltre, ignora del tutto gli italiani di Merano o Bressanone; serve un sistema elettorale differente.
Francesco Valduga (Campobase) ha respinto le riserve di Kompatscher sulle competenze dell’aula regionale, ricordando che senza il senatore trentino Patton non sarebbe stato nemmeno possibile costituire il gruppo per le Autonomie in Senato.
Christian Bianchi (Forza Italia) ha puntualizzato che in Sudtirolo 5 seggi su 6 in Parlamento sono riservati al gruppo linguistico tedesco, ossia di fatto alla SVP, mentre non vi è alcuna garanzia per un rappresentante di lingua italiana. Lo scopo della riforma è proprio aumentare la possibilità di eleggere un senatore italiano: nessuna criticità , quindi, e ancor meno alcuno scandalo.
Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha ribadito l’incompetenza del Consiglio regionale, evidenziando come la proposta arrivi comunque fuori tempo massimo, essendosi il Senato già pronunciato. Finora un italiano è stato eletto solo se gradito alla SVP; non vi è alcuna intenzione di depotenziare la Bassa Atesina, bensì quella di offrire al gruppo linguistico italiano l’opportunità di scegliere liberamente il proprio senatore.
A seguito della richiesta di sospensione avanzata da Galateo a ridosso dell’orario limite, il presidente Noggler ha dichiarato chiusa la seduta
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