von mas 12.09.2026 18:30 Uhr

Un libro al mese: Opzioni … nelle Valli Ladine“ – 2°

Il libro di Luciana Palla „Opzioni guerra e Resistenza nelle valli ladine. Il diario di Fortunato Favai. Livinallongo 1939-1945“ è uscito nel 2000, ma è sempre attualissimo.   E‘ la stessa autrice a „raccontarlo“ ai lettori di UT24. Ecco oggi il suo secondo intervento:  “ ... molti optarono per simpatia in generale per il mondo tedesco, nel ricordo ancora vivo della vecchia monarchia asburgica…“

Elaborazione UT24 dalla copertina del libro

I risultati

I risultati dell’opzione sono diversi per ogni valle ladina, e spesso variano addirittura da paese a paese. In Val Badia, ad esempio, il risultato complessivo degli optanti per il Reich ammonta a circa il 36% degli aventi diritto, ma il voto varia tantissimo nei diversi comuni, con il 65% a Marebbe e solo il 10% a Piccolino: bastava spesso il parere di una persona autorevole, soprattutto del proprio parroco, per indurre gruppi di famiglie all’una o all’altra scelta.

L’economia della Val Gardena era basata sull’artigianato del legno e sul turismo; molti gardenesi speravano, optando per il Reich, di riprendere i redditizi rapporti con il mondo tedesco dell’anteguerra, e anche per questo motivo l’opzione in valle fu molto alta: a tutt’oggi si discute sulla percentuale di optanti per il Reich più vicina al vero, che secondo studi diversi varia da 70 a oltre l’80%.

Man mano che nell’area dolomitica ladina ci spostiamo geograficamente verso est, allontanandoci geograficamente dal Sudtirolo tedesco, anche la scelta dell’opzione diventa meno significativa nei suoi dati numerici: a Livinallongo/Fodom, alla mezzanotte del 31 dicembre 1939, ora di scadenza per la scelta, aveva optato circa un terzo degli abitanti, una cifra comunque molto significativa, vicina a quella complessiva della Val Badia

A Colle Santa Lucia optò per il Reich circa il 18% della popolazione. In Ampezzo il risultato fu irrilevante (circa il 4% degli aventi diritto al voto). Ciò probabilmente era dovuto al grande sviluppo turistico ed alberghiero di Cortina sotto il fascismo che aveva aumentato notevolmente le possibilità di lavoro e il benessere locale.

Ma perché tanti ladini accettarono di optare per il Reich? Perché scelsero di rinnegare la propria identità per diventare tedeschi e trasferirsi nella Grande Germania di Hitler?

Fortunato Favai nella sua testimonianza ci vuole spiegare proprio la complessità della situazione e quello che successe nell’ambito della comunità ladina fodoma.

In generale si può dire che molti optarono sperando di migliorare le proprie condizioni economiche assai precarie, altri per simpatia in generale per il mondo tedesco, nel ricordo ancora vivo della vecchia monarchia asburgica cui si era stati legati fino al 1918. Solo pochi aderivano ideologicamente al nazismo.

Luciana Palla, nata a Livinallongo, laureata in filosofia e in storia, ha svolto un’intensa attività di ricerca sulla storia delle valli ladine nel Novecento. I lettori di UT24 la conoscono anche per il suo libro dedicato ai soldati tirolesi (in particolare primierotti) imprigionati a Isernia dopo la fine della Prima guerra mondiale e per «Profughi tra storia e memorie» e «I ladini fra tedeschi e italiani», che abbiamo presentato negli anni scorsi.

Edito dalla Fondazione Museo Storico nel lontano 2000, il libro «Opzioni, guerra e resistenza nelle valli ladine» – da cui è stato tratto anche un interessante testo teatrale, andato in scena più volte in diverse località della Ladinia – si trova in libreria e online, oppure può essere richiesto direttamente all’autrice tramite i seguenti contatti: lcnpalla@mail.com – 339 / 3781322.

La dottoressa Palla è a disposizione per presentare sul territorio questo e gli altri suoi libri.

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