von mas 10.09.2026 17:00 Uhr

Quale può essere il futuro dell’Euregio?

Interrogazione di Maestri (PD) in Consiglio Provinciale:

Foto Archivio Ufficio Stampa PAT

La consigliera del Pd ha chiesto alla Giunta quali siano le posizioni della Provincia riguardo all’Euregio a 15 anni dal suo avvio e quale potrebbe essere la sua evoluzione in senso politico e sovraregionale e quali invece le prospettive a medio termine del Trentino per un nuovo progetto euroregionale.

La risposta dell’Assessore alla Promozione della Conoscenza dell’Autonomia e dell’Euregio Marciori: Per quanto riguarda l’Euregio, prosegue il lavoro avviato da molti anni per rafforzare gli strumenti di collaborazione. Già nel 2021 lo statuto è stato significativamente riformato: abbiamo ampliato l’Assemblea, aperto le sedi di Trento e Innsbruck, istituito il Consiglio dei Comuni come organo consultivo e introdotto la Giunta specializzata, chiamata a seguire progettualità di particolare rilevanza e delicatezza istituzionale.

Il percorso è proseguito con una nuova modifica dell’articolo 6 dello statuto, che consentirà di coinvolgere nel Consiglio dei Comuni anche realtà esterne all’attuale territorio dell’Euregio, laddove esistano legami storici e culturali significativi (NdR. al momento questo però è stato fatto solo per i comuni ladini del Souramont, mentre non pare imminente l’istituzionalizzazione della presenza di Pedemonte, Csotto, Magasa e Valvestno, che dovrebbe venir portata avanti dalla Provincia di Trento). . È un’apertura importante, perché permette di coinvolgere maggiormente nello sviluppo dei progetti dell’Euregio comunità e minoranze caratterizzate da una dimensione transfrontaliera, come quella ladina.

Stiamo inoltre lavorando – ha continuato l’asessore –  insieme al Consiglio provinciale, a un coordinamento sempre più stretto ed efficace con il Dreier Landtag, per evitare sovrapposizioni e, soprattutto, ottimizzare le progettualità condivise. Si conferma dunque la validità del processo di evoluzione dello statuto e degli strumenti del GECT, già in corso, che continuiamo ad aggiornare in funzione delle esigenze concrete della cooperazione.

 

La replica: Ringraziando l’assessore per la risposta, in assenza di presidente e vicepresidente, la consigliera Maestri ha detto che L’Euregio non può essere solo una architettura istituzionale, ma deve essere il luogo delle scelte politiche. Termovalorizzatore, acqua, crisi climatica. Per ora è solo la sommatoria di Consigli regionali e provinali che lascia a noi consiglieri la possibilità di proporre ma che non vede nella Giunta una visione transfrontaliera delle problematiche da gestire.

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