von fpm 08.09.2026 10:00 Uhr

L’8 settembre è la Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione (International Literacy Day), istituita dall’UNESCO nel 1966.

La giornata richiama l’attenzione sull’importanza dell’alfabetizzazione come diritto fondamentale e come strumento per partecipare pienamente alla vita sociale, culturale ed economica.

elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Che cosa significa alfabetizzazione oggi? Non significa soltanto saper leggere e scrivere. Comprende anche la capacità di: comprendere e interpretare testi e informazioni; scrivere e comunicare in modo efficace; utilizzare numeri e informazioni quantitative nella vita quotidiana; orientarsi nel mondo digitale e valutare criticamente le informazioni; continuare ad apprendere durante tutto l’arco della vita. L’alfabetizzazione è quindi strettamente legata a istruzione, autonomia, inclusione sociale e cittadinanza. Nonostante i progressi compiuti, milioni di adulti nel mondo non possiedono ancora competenze sufficienti di lettura e scrittura. Il problema riguarda inoltre anche i bambini e i ragazzi che frequentano la scuola senza raggiungere un adeguato livello di comprensione del testo. L’alfabetizzazione non è soltanto una questione educativa: può incidere sulla possibilità di trovare lavoro, accedere ai servizi sanitari, comprendere i propri diritti, partecipare alla vita democratica e contrastare la disinformazione. La Giornata può essere l’occasione per riflettere non solo sull’analfabetismo tradizionale, ma anche sull’analfabetismo funzionale e digitale: persone che sanno leggere e scrivere, ma incontrano difficoltà nel comprendere testi complessi, valutare informazioni, utilizzare servizi digitali o interpretare dati.

Parlando della Giornata internazionale dell’alfabetizzazione dell’8 settembre, Maria Teresa d’Asburgo (o d’Austria) può essere ricordata come una figura storica importante nella trasformazione dell’istruzione europea: nel 1774 Maria Teresa d’Austria introdusse nei territori della monarchia asburgica una riforma scolastica che pose le basi per un sistema di istruzione primaria più capillare e contribuì, nel lungo periodo, alla crescita dell’alfabetizzazione. In Welschtirol/Trentino-Alto Adige, l’alfabetizzazione moderna affonda le proprie radici anche nelle riforme scolastiche promosse nel Settecento dalla monarchia asburgica. I territori tirolesi, provincia di Bozen e di Trento, facevano allora parte della sfera asburgica, ma l’applicazione delle riforme scolastiche variò molto a seconda delle zone. Nel Tirolo le riforme contribuirono progressivamente alla diffusione dell’istruzione di base. L’imperatrice emanò il Allgemeine Schulordnung, il regolamento generale che riorganizzava l’istruzione primaria nei territori della monarchia. L’obiettivo era fare della scuola uno strumento più stabile e capillare: ai bambini dovevano essere trasmesse conoscenze di base come lettura, scrittura e calcolo, insieme all’educazione religiosa e morale. La riforma introduceva un principio destinato ad avere conseguenze profonde: l’istruzione dei bambini non doveva più essere lasciata esclusivamente all’iniziativa delle famiglie, delle parrocchie o delle comunità locali, ma diventava anche una responsabilità dello Stato.

Una riforma che arrivò ovviamente anche in Tirolo e il principio era innovativo: anche nei paesi più piccoli doveva essere possibile ricevere un’istruzione di base. Nel territorio tirolese ebbero particolare importanza le cosiddette Trivialschulen, le scuole elementari destinate soprattutto ai bambini delle comunità locali. L’insegnamento comprendeva le competenze fondamentali per la vita quotidiana e la formazione religiosa. La riforma teresiana aveva anche una forte motivazione politica e amministrativa. Un impero vasto e composito come quello asburgico aveva bisogno di cittadini capaci di leggere disposizioni, comprendere documenti, fare calcoli e rapportarsi con le istituzioni. L’alfabetizzazione diventava così contemporaneamente uno strumento di emancipazione individuale e uno strumento di costruzione dello Stato moderno.

La politica scolastica fu poi ulteriormente sviluppata dal figlio di Maria Teresa, Giuseppe II, che proseguì il processo di centralizzazione e modernizzazione dell’istruzione. Importante ricordare e soprattutto non dimenticare il danno che dopo l’invasione e l’occupazione del Tirolo da parte del Regno d’Italia con conseguente annessione del Tirolo fece durante il fascismo quando in Tirolo proibì l’utilizzo della lingua madre tedesca soprattutto alle popolazioni del Südtirol. Proibizione che determinò una resistenza e la comparsa delle Katakombenschulen, le “scuole delle catacombe”, episodio significativo della storia educativa e linguistica della popolazione che attuò clandestinamente l’istruzione per non perdere l’identità culturale.

Ai tempi di Maria Teresa l’obiettivo principale era insegnare a una popolazione prevalentemente rurale a leggere, scrivere e far di conto. Oggi il concetto di alfabetizzazione è molto più ampio. Una persona alfabetizzata deve poter comprendere un testo, interpretare informazioni, utilizzare strumenti digitali, valutare criticamente ciò che legge e partecipare consapevolmente alla vita della società. La storia del Welchtirol/Trentino-Südtirol mostra dunque che l’alfabetizzazione non è mai soltanto una questione scolastica. È legata alla lingua, alla cultura, alla possibilità di accedere alle informazioni, ai diritti e alla partecipazione alla vita pubblica.

Nel primo censimento post Trattato di Saint Gennain, ovvero del 1921, il Tirolo registrava una quota di analfabeti vicino al 2%, con la vicina Regione Veneta che si attestava al 15% e Sicilia e Calabria vicine al 50%. A significare che l’alfabetizzazione dell’Impero austroungarico aveva ottenuto risultati rilevantissimi rispetto al Regno d’Italia…   Dalla piccola scuola di paese dell’età teresiana alle aule digitali di oggi sono trascorsi più di due secoli. Ma il principio fondamentale rimane sorprendentemente attuale: mettere le persone nelle condizioni di leggere, comprendere e interpretare il mondo significa dare loro una maggiore possibilità di determinarne il futuro.

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