Giornata dell’Autonomia a Trento

“Repubblica Italiana e autonomie e tra esse quelle speciali, sono legate strettamente fra loro e hanno nutrito e contrassegnato lo sviluppo della democrazia italiana in contrapposizione rispetto al fascismo e in discontinuità rispetto alle caratteristiche dell’Italia prefascista. Le hanno nutrite la partecipazione che fa della nostra Repubblica una nazione non pietrificata, fossilizzata in sé stessa, bensì che si rinnova, aperta al divenire” – Con queste parole, il presidente della Repubblica Italiana Mattarella, ha suggellato ieri la cerimonia istituzionale per gli 80 anni dell’Accordo efasperi-Gruber, l’intesa che il 5 settembre del 1946 pose le basi per la tutela delle minoranze linguistiche e per l’Autonomia della Regione Trentino-Südtirol.
La presenza del capo dello Statoitaliano ha conferito alla Giornata dell’Autonomia, quest’anno sul tema “1946-2026: 80 anni di una Repubblica e di un’Autonomia speciale”, una forte valenza istituzionale e simbolica, sottolineando il significato della ricorrenza non solo per il territorio del Trentino Südtirol , ma per l’intera Repubblica italiana.
All’evento, tenutosi nell’elegante cornice del Teatro Sociale di Trento, sono intervenuti il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini, e il presidente del Consiglio delle autonomie locali (Cal), Michele Cereghini. Erano poi presenti i parlamentari trentini, una rappresentanza dei sindaci del Trentino, tra cui il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, il Commissario del Governo per la provincia di Trento, Isabella Fusiello, le autorità civili e militari del territorio e molti cittadini.
Nel suo intervento, il presidente della Provincia Fugatti, ha richiamato la definizione di Degasperi dell’Autonomia quale una “grande esperienza”. Un’espressione che, a suo dire, restituisce il senso più profondo dell’autogoverno. “L’Autonomia – ha infatti specificato Fugatti – non è soltanto un insieme di competenze e di risorse. È, prima di tutto, la capacità di decidere e di rispondere delle proprie decisioni. È responsabilità verso i cittadini, verso la comunità, verso le generazioni che verranno”. Evidenziando come l’Autonomia si costruisca anzitutto nella vita quotidiana delle comunità, nelle famiglie, nei Comuni, nelle associazioni e nel volontariato, il presidente della Provincia ha richiamato la lunga tradizione dei vigili del fuoco volontari del Trentino, testimoni di un senso di solidarietà con „radici ben profonde“. „L’Autonomia può cambiare, può evolvere, può assumere forme nuove – ha aggiunto – ma non può perdere questo fondamento: la libertà di scegliere porta con sé la responsabilità delle proprie scelte”. Fugatti ha poi sottolineato il valore dell’esperienza autonomistica trentina oltre i confini del territorio. “Crediamo che un’Autonomia forte, concreta e vicina ai cittadini – ha spiegato – sia un valore per il Trentino e possa rappresentare un’esperienza utile anche per altri territori che oggi richiedono legittimamente maggiori livelli di autonomia e di autogoverno. Non limitarci a custodire ciò che abbiamo ricevuto. Ma continuare, con serietà e con fiducia, a costruire ciò che serve alle persone che vivono qui e a quelle che verranno”.
Il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini, ha dapprima ricordato quanto sia stato decisivo il 1946 per le sorti d’Italia, tant’è che questo è l’ambito indagato nella mostra fotografica su Degasperi inaugurata ieri pomeriggio. „La giornata di oggi – ha poi detto al Teatro Sociale – unisce Bolzano e Trento, ci ricorda che la nostra è una storia comune. Una storia dove la collaborazione tra culture diverse ha preso una forma solida nel contesto della Regione e dello Statuto d’Autonomia. Una storia che oggi trova nell’Euregiio ulteriore spazio di crescita, facendo del confine un luogo di incontro.“.
In rappresentanza del Consiglio delle autonomie locali, il presidente Michele Cereghini ha quindi richiamato il ruolo dei Comuni nell’attuazione quotidiana dell’Autonomia. Quando Dgasperi firmò con Karl Gruber – ha ricordato Cereghini – aveva compreso che “l’unità della Repubblica non si costruisce cancellando le differenze, ma riconoscendole e trasformandole in responsabilità. Ottant’anni dopo, quell’intuizione è ancora viva nel delicato compito di far dialogare i diversi livelli di governo. In Trentino-Südtirol,i sindac interpretano ogni giorno questo ruolo istituzionale, tra pragmatismo, visione e connessione con tutte le istituzioni. È nei nostri Comuni che l’Autonomia assume un significato tangibile. Perché l’Autonomia è fatta di persone per le persone. E proprio per questo non può esistere senza partecipazione“.
La cerimonia, introdotta e moderata dalla giornalista Maria Concetta Mattei, è stata arricchita dagli interventi musicali del Coro dellaSAT, dalla lectio magistralis del professor Umberto Gentiloni (dedicata a “La forza della democrazia italiana: ottant’anni di una Repubblica”) e dall’intervento del professore Giuseppe Tognon, presidente della Fondazione Trentina Alcide Degasperi, incentrato su “Alcide Degasperi e l’Autonomia. Storia di un accordo internazionale”.
Alcuni appunti e il video completo
A margine della cerimonia, alcune osservazioni in ordine sparso, con l’invito ai lettori ad andare a guardarsi l’intero video che, come dicevamo, offre spunti di riflessione molto interessanti, nel bene e soprattutto nel «molto ma molto meno bene»:
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La mancata presenza di una rappresentanza austriaca, che nell’ottantesimo anniversario della firma del Trattato di Parigi sarebbe stata d’obbligo secondo noi; e visto che il Presidente federale Van der Bellen era presente in mattinata a Merano, non ci sarebbe voluto tantissimo per realizzarla.
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L’unico accenno alla nostra secolare appartenenza al Tirolo e all’Impero austriaco, fatto da Fugatti (di questo dobbiamo dargli atto), parlando di tradizione all’autogoverno e alla solidarietà, citando in proposito l’esistenza dei Vigili del Fuoco Volontari da molto prima del 1918, anno in cui spesso viene fatta iniziare la nostra Storia.
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I sindaci e i simboli dell’Autonomia: se il presidente del CAL Cereghini è salito sul palco spoglio di qualsiasi simbolo (anche se sappiamo che il Comune di Pinzolo possiede il medaglione, avendolo visto indossato in occasione di una cerimonia qualche settimana fa), gli altri primi cittadini non hanno lesinato sulle fasce tricolori. A meno che quelli con medaglione siano stati relegati in qualche angolo nascosto, al momento dell’uscita dal Teatro di Mattarella, fra i sindaci che stringevano la mano al presidente della Repubblica italiana abbiamo individuato una sola Bürgermeisterkette, indossata sopra alla fascia tricolore.
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Il coro della SAT: come prevedibile, oltre all’iniziale inno italiano, il coro ha eseguito in chiusura di cerimonia l’Inno al Trentino, ovviamente nella versione inventata da Ernesta Bittanti Battisti, quella con «italico cuore, italica mente», che con l’Autonomia non ha proprio nulla a che vedere, anzi, tutt’altro.
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L’inutile pistolotto della presentatrice Maria Concetta Mattei sulle donne, unico suo intervento al di fuori della semplice scaletta e, secondo noi, del tutto fuori luogo. Anche perché, se non fossimo stati occupati dall’Italia, anche le donne del Tirolo Meridionale avrebbero visto riconosciuto il diritto di voto già dal novembre 1918 come tutte le altre loro compatriote austriache, e non avrebbero dovuto aspettare il giugno 1946.
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La lectio magistralis del Prof. Gentiloni, incentrata quasi esclusivamente sull’Italia e non sulla nostra Terra.
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L’intervento del Prof. Tognon, presidente della Fondazione Trentina Alcide Degasperi: invitiamo i lettori ad ascoltarlo o a leggerlo per intero. Offre spunti interessanti per capire la figura di Degasperi, il suo impegno per mantenere l’intero Tirolo Meridionale (con le sue risorse, in primis l’energia idroelettrica) all’Italia e per continuare a costruire in altezza quel «muro di Salorno» che poi avrebbe (giustamente, e ci mancherebbe altro) portato al Los von Trient e agli anni delle bombe.
Ecco il link al video completo della cerimonia, dal sito della Provincia di Trento: LA GIORNATA DELL’AUTONOMIA. L’intervento del professor Tognon inizia al minuto 60 circa. Il testo scritto allegato al comunicato della PAT, che riportiamo di seguito, risulta incompleto rispetto all’effettivo discorso pronunciato, ricco di molte affermazioni particolari…






