Un libro al mese: Opzioni … nelle Valli Ladine“ – 1°

Il diario
Nel 1939 l’ex maestro elementare Fortunato Favai (1899-1961) si trova a gestire un’osteria a Pieve di Livinallongo del Col di Lana, comune ladino in provincia di Belluno. Il 26 ottobre di quell’anno insieme ai suoi compaesani viene a conoscenza del cosiddetto “decreto delle Opzioni” nel quale Hilter e Mussolini si erano accordati per risolvere la questione sudtirolese e ladina in questo modo: “Entro il 31 dicembre tutti i nativi e originari dellìAlto Adige dovranno, in modo inequivocabile ed irrevocabile, decidersi secondo libera coscienza se rimanere italiani, fratelli fra fratelli con gli altri cittadini del Regno, o diventare cittadini germanici per intimi radicati sentimenti ed emigrare conseguentemente in Germania, ove troveranno tutti insieme pieno riconoscimento morale e degna e conveniente sistemazione economica”.
In pratica, nel giro di due mesi, la popolazione tedesca della provincia di Bolzano e quella delle valli ladine (esclusa la val di Fassa) deve scegliere se emigrare e trasferirsi in Germania oppure restare in Italia, abiurando però la propria identità, la propria lingua, le proprie antiche tradizioni.
Rendendosi conto dell’eccezionalità di quanto sta avvenendo Fortunato Favai decide di scrivere un diario, documentando quanto sa e ascolta dietro il bancone della sua osteria, con il dichiarato intento di mandare un messaggio ai posteri, cioè a noi tutti.
Per conoscere a fondo questa storia, ovvero la reazione degli abitanti, le spinte contraddittorie, i pensieri, le motivazioni, le speranze alimentate dalla feroce propaganda nazista a favore dell’esodo verso il Reich, suggeriamo la lettura del libro “Opzioni guerra e resistenza nelle valli ladine, Il diario di Fortunato Favai, Livinallongo (1939-1945)”, ove il testo del diario del maestro Favai è introdotto da un avvincente saggio di inquadramento storico di Luciana Palla, che attorno alla fine del secolo scorso si prese la briga di raccogliere anche molte preziose interviste a testimoni dei fatti narrati.
Luciana Palla, nata a Livinallongo, laureata in filosofia e in storia, ha svolto un’intensa attività di ricerca sulla storia delle valli ladine nel Novecento. I lettori di UT24 la conoscono anche per il suo libro dedicato ai soldati tirolesi (in particolare primierotti) imprigionati a Isernia dopo la fine della Prima guerra mondiale e per «Profughi tra storia e memorie» e «I ladini fra tedeschi e italiani», che abbiamo presentato negli anni scorsi.
Edito dalla Fondazione Museo Storico nel lontano 2000, il libro «Opzioni, guerra e resistenza nelle valli ladine» – da cui è stato tratto anche un interessante testo teatrale, andato in scena più volte in diverse località della Ladinia – si trova in libreria e online, oppure può essere richiesto direttamente all’autrice tramite i seguenti contatti: lcnpalla@mail.com – 339 / 3781322.
La dottoressa Palla è a disposizione per presentare sul territorio questo e gli altri suoi libri.






