von fpm 04.09.2026 06:45 Uhr

L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (41)

Con Flavio Pedrotti Móser visitiamo una delle manifestazioni più ricche e originali del Gotico alpino. Tra Duecento e Quattrocento il territorio apparteneva in gran parte al principato vescovile di Trento, alla contea del Tirolo e ai domini dei conti del Tirolo e Asburgo.

elab gif Flavio Pedrotti Móser

La chiesa cimiteriale di Sant’Antonio Abate a Pelugo, in Val Rendena, conserva ancora oggi significativi elementi riconducibili al Gotico alpino del Quattrocento. L’edificio, tuttavia, presenta origini più antiche e nel corso dei secoli è stato interessato da diverse trasformazioni. La sua riorganizzazione secondo forme gotiche risale al XV secolo, mentre alcune porzioni della struttura muraria sembrano appartenere a una precedente fase di carattere romanico. Dal punto di vista architettonico, la chiesa si distingue per un prevalente sviluppo orizzontale, caratteristico delle piccole chiese rurali alpine, in evidente contrasto con la verticalità del campanile, stretto e slanciato. Quest’ultimo presenta bifore e termina con una particolare cuspide ghibellina. L’edificio è costituito da una navata unica, di dimensioni contenute, e presenta una struttura semplice e funzionale, ben lontana dalla monumentalità e dalla complessità delle grandi cattedrali gotiche. Il carattere gotico dell’edificio si riconosce soprattutto nel rapporto tra la semplicità dei volumi, la marcata verticalità del campanile e la conformazione del presbiterio e dell’abside. Di particolare interesse è la volta gotica dell’abside, decorata nel 1539 da Simone Baschenis con un ciclo pittorico dedicato alla vita di san Vigilio, articolato in ventisei scene.

Un aspetto fondamentale per comprendere la chiesa è lo stretto rapporto tra la struttura architettonica gotica e la decorazione ad affresco. La semplice facciata a capanna è infatti quasi completamente ricoperta di pitture, assumendo l’aspetto di una vera e propria “biblia pauperum”, cioè di un grande racconto religioso affidato alle immagini e destinato anche a coloro che non erano in grado di leggere. La decorazione pittorica è in gran parte legata alla famiglia dei Baschenis, importante dinastia di pittori itineranti bergamaschi attivi in Trentino. Sulla facciata domina il grande Sant’Antonio Abate, realizzato da Cristoforo I Baschenis nel 1474. Accanto a questa figura sono presenti altre importanti rappresentazioni religiose, tra cui la Madonna con il Bambino, la Trinità e l’Annunciazione.

La chiesa di Sant’Antonio Abate può quindi essere considerata un significativo esempio di piccola architettura gotica alpina. In questo caso il Gotico non si esprime attraverso la monumentalità degli edifici delle grandi città, ma attraverso la semplicità delle forme, la verticalità del campanile, la struttura dell’abside e il ruolo centrale della decorazione pittorica.

L’edificio rappresenta così un interessante punto d’incontro tra architettura medievale, tradizione religiosa popolare e pittura dei Baschenis, inserendosi pienamente nel paesaggio e nella tradizione culturale della Val Rendena.

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