Lo schiaffo “tolomeico” (145)

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.
Pescoll (Pescollderungg, Peskoller), sembrano appartenere allo stesso gruppo onomastico dell’area ladina e sudtirolese, ma non sono necessariamente semplici varianti moderne dello stesso cognome. La radice Peskol-/Pescoll è probabilmente collegata a un toponimo o a un antico nome di luogo. La pista documentaria più solida porta proprio in Val Badia, e in particolare al maso/toponimo Pescol. Da lì si trovano poi attestazioni nell’area della Pustertal. Comunque, nel periodo fascista questi cognomi furono tutti italianizzati in Pescolli con la variante Daronco. Petermaier o Petermayer è di area germanofona, con una concentrazione storica particolarmente interessante in Baviera e Austria. Nel caso del Südtirol, dove il cognome è attestato, va considerato nel quadro dell’onomastica bavarese-tirolese. Il Deutscher Familiennamenatlas inserisce Petermaier tra i cognomi studiati nell’area germanica. È un cognome patronimico-professionale, formato da: Peter + Maier/Mair, Peter deriva dal nome personale cristiano Pietro, dal greco Pétros, «pietra, roccia». Meier/Meyer/Mair/Mayr e deriva dal medio alto tedesco meier, a sua volta dal latino maior. Indicava originariamente una persona che amministrava una proprietà agricola o una tenuta per conto del proprietario: in area bavarese e tirolese poteva quindi indicare il fattore, amministratore di un maso o capofamiglia contadino. Italianizzato diventa Beltrami.
Anche Pfaffstaller è un cognome germanico alpino, particolarmente legato al mondo tirolese. Pfaff deriva dal latino ecclesiastico papa e, attraverso l’evoluzione linguistica medievale, è diventata Pfaffe/Pfaff. Indicava originariamente un ecclesiastico, un prete, soprattutto un sacerdote secolare. La seconda parte, -staller, è ancora più interessante per l’ambiente tirolese. Il tedesco Stall significa “stalla”, ma Staller non significa semplicemente “colui che lavora nella stalla”. Nell’onomastica e nella terminologia storica alpina, Staller può indicare una persona incaricata della gestione della stalla, del bestiame o di un’azienda agricola. Le fonti del Tiroler Landesarchiv attestano Pfaffstaller in diverse località del Tirolo storico: tra quelle riportate dal repertorio figurano Feldkirch, Hochfilzen, Kematen e Schwaz. Ovviamente non va tradotto letteralmente come “prete della stalla” … Tolomei lo liquida comunque con Delprete… (continua)






