Tre interventi notturni per il Socccorso Alpino

Un’arrampicatrice classe 1998, residente a Modena, è stata soccorsa dopo essersi procurata un taglio al ginocchio mentre scendeva lungo la via normale di Cima d’Ambiez, in Dolomiti di Brenta, ad una quota di 2.900 metri. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata intorno alle 16.30 da parte della compagna di cordata.
La Centrale Unica di Emergenza ha subito allertato l’elisoccorso che tuttavia, a causa delle condizioni meteo avverse, non ha potuto effettuare il sorvolo nell’area. Cinque operatori della Stazione San Lorenzo in Banale del Soccorso Alpino si sono dunque avviati via terra verso il target mentre altri cinque soccorritori di diverse Stazioni del territorio (San Lorenzo in Banale, Fai della Paganella, Paganella Avisio e Trento-Monte Bondone), che si trovavano fortuitamente al Rifugio Agostini, raggiungevano parimenti l’infortunata.
Dopo le prime valutazioni del caso, la donna è stata accompagnata dai soccorritori sul versante nord ovest di Cima d’Ambiez, in una zona priva di nebbia, in modo che l’elisoccorso potesse provvedere al suo recupero, mentre la compagna illesa veniva calata in sicurezza lungo la via normale e riaccompagnata a valle. Le operazioni si sono concluse verso le 23.
Un’altra cordata in difficoltà è stata soccorsa dopo aver sbagliato l’itinerario di rientro dalla via Claudia alle Placche Zebrate (Valle del Sarca). I due arrampicatori, di nazionalità tedesca, hanno allertato il Numero Unico per le Emergenze 112 attorno alle 21, dichiarandosi sfiniti e impossibilitati a proseguire.
La Centrale Unica di Emergenza ha subito allertato la Stazione Riva del Garda del Soccorso Alpino mentre i Vigili del Fuoco attivavano la fotoelettrica per individuare precisamente il punto della parete dove si trovava la cordata, bloccata molto più in alto rispetto all’uscita della via, in una zona impervia e complicata da raggiungere. Cinque operatori della Stazione hanno iniziato immediatamente l’avvicinamento via terra, insieme ad altri soccorritori di Stazioni limitrofe quali Trento-Monte Bondone e Giudicarie Esteriori, per un totale di undici operatori coinvolti.
Raggiunta la cordata e prestate loro le prime cure del caso, i soccorritori hanno richiesto l’intervento dell’elisoccorso che è riuscito a portarsi in tempo sulla cordata, verricellando a bordo i due arrampicatori ed elitrasportandoli a valle prima del sopraggiungere del temporale. I soccorritori presenti in parete sono stati invece travolti dal maltempo, riparandosi sotto le rocce per circa un’ora prima di poter scendere alla base della parete attraverso ripidi ghiaioni e salti di roccia. Le operazioni si sono concluse alle 2.30 del mattino.
Infine, due alpinisti classe 1987, residenti rispettivamente a Milano e in provincia di Oristano, hanno allertato il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 23, dichiarandosi infreddoliti e impossibilitati a proseguire lungo il ghiacciaio della Marmolada, sul quale si trovavano, ad una quota di circa 3.070 metri.
La Centrale Unica di Emergenza, data l’impossibilità dell’elisoccorso ad eseguire l’intervento a causa delle condizioni meteo avverse, ha attivato immediatamente la Stazione Alta Val di Fassa del Soccorso Alpino, i cui operatori hanno provveduto ad iniziare l’avvicinamento al target via terra da Passo Fedaia. Frattanto, una finestra di bel tempo ha reso possibile il decollo dell’elicottero, che si è portato sui due alpinisti, verricellandoli a bordo ed elitrasportandoli a valle. Le operazioni si sono concluse intorno alle 3.20.
Il Soccorso Alpino raccomanda prudenza nella pianificazione degli itinerari, prestando particolare attenzione alle previsioni meteorologiche, oltre che alle proprie condizioni fisiche, e valutando attentamente il sopraggiungere del buio durante l’escursione intrapresa.






