16 agosto 2026: Roller Coaster Day

Perché proprio il 16 agosto? La data è legata a Edwin Prescott, inventore statunitense. Il 16 agosto 1898 gli venne concesso il brevetto USA n. 609.164 per un roller-coaster dotato di loop verticale. Il progetto prevedeva anche sistemi destinati a mantenere il veicolo aderente al binario durante l’inversione. È questo brevetto che ha dato alla ricorrenza la sua data simbolica. La celebrazione del Roller Coaster Day è documentata almeno dalla metà degli anni Ottanta; alcune fonti indicano il 1986 come anno di avvio. Le montagne russe non nascono però nel 1898. Tra XVII e XVIII secolo, in Russia erano popolari grandi discese di legno ricoperte di ghiaccio. Ci si lasciava scivolare lungo rampe molto ripide su slitte. Alcune potevano raggiungere circa 20 metri di altezza e presentare discese intorno ai 50°. Quando l’idea arrivò nell’Europa occidentale, soprattutto in Francia, le slitte furono progressivamente sostituite da carrelli dotati di ruote, rendendo possibile l’utilizzo anche senza neve e ghiaccio. Uno dei passaggi fondamentali avvenne in Pennsylvania. La Mauch Chunk Switchback Railway, costruita nel 1827-28, serviva originariamente a trasportare il carbone dalle miniere. Il percorso sfruttava la gravità per far scendere i vagoni lungo le montagne. La cosa sorprendente è che il sistema diventò una attrazione turistica: la gente pagava per provare l’ebbrezza della discesa. Nel 1869, oltre 30.000 persone salirono sulla Switchback; quando il trasporto del carbone divenne meno importante, furono proprio i passeggeri in cerca di emozioni a mantenerla in vita. Il 16 giugno 1884, a Coney Island, New York, aprì la Gravity Pleasure Switchback Railway di LaMarcus Adna Thompson. Il biglietto costava 5 centesimi e il veicolo raggiungeva soltanto circa 10 km/h. Oggi sembra ridicolo, ma all’epoca era un’esperienza adrenalinica completamente nuova. Thompson arrivò a guadagnare circa 600 dollari al giorno. E c’è un dettaglio curioso: i passeggeri non guardavano necessariamente nella direzione di marcia. I sedili erano disposti in modo da permettere di ammirare il paesaggio durante la corsa. Prima di Prescott erano già stati tentati sistemi per far compiere ai passeggeri un giro completo. Il problema era la sicurezza: un loop perfettamente circolare produceva forze molto elevate. Prescott cercò di risolvere il problema combinando la forma del tracciato con sistemi che mantenessero il veicolo saldamente sulle rotaie. Il suo brevetto descrive esplicitamente un percorso con uno o più loop verticali e dispositivi di sicurezza supplementari. Il suo Loop the Loop fu poi installato a Coney Island nel 1901 e rimase in funzione fino al 1910.
Le montagne russe nacquero anche grazie al carbone: una delle antenate più importanti era una ferrovia industriale. Il divertimento fu quasi un “effetto collaterale” dell’ingegneria mineraria. La Mauch Chunk Switchback divenne talmente popolare che nella sua epoca era una vera destinazione turistica: alla fine dell’Ottocento il viaggio poteva raggiungere velocità impressionanti per l’epoca. Il primo loop brevettato non è il primo loop mai concepito: il 16 agosto 1898 è importante perché identifica il brevetto di Prescott, non perché quel giorno siano nate improvvisamente le montagne russe. La vecchia Switchback continuò a funzionare come attrazione turistica fino al 1932; l’ultima corsa portò appena 139 persone il 4 luglio di quell’anno. Nel 2026 ricorre inoltre un piccolo anniversario interessante: sono 40 anni dalla prima celebrazione documentata del National Roller Coaster Day nel 1986.
La filosofia, sorprendentemente, è rimasta la stessa: trasformare la gravità in divertimento. Quello che è cambiato è l’ingegneria: acciaio tubolare, sistemi di lancio magnetico, inversioni multiple, frenatura computerizzata e sofisticati sistemi di sicurezza. Per esempio, il Dragon Khan di PortAventura, uno dei coaster simbolici della Spagna, raggiunge 110 km/h e presenta otto inversioni.
In altre parole, la storia delle montagne russe è quasi una storia di ingegneria trasformata in emozione: prima si sfruttava la gravità per trasportare carbone, poi per trasportare turisti, e infine per farli urlare. Una curiosità finale: il nome inglese roller coaster è relativamente moderno; molte delle prime attrazioni erano chiamate switchback railway, inclined railway o scenic railway. Il termine “roller coaster” si impose progressivamente insieme all’evoluzione delle attrazioni.






