Briciole di Memoria: Una lunga storia mitteleuropea- 1°

L’avventura umana e la carriera professionale di Rudolf Christoph Jenny, intellettuale sudtirolese ribelle nella Mitteleuropa fra XIX e XX secolo.
Rudolf Christoph Jenny nacque il 23 maggio 1858 nella città ungherese di Székesféhervár – Stuhlweißenburg, da Christoph – I.R. ufficiale funzionario delle imposte (k.k. Steueramts-Offizial) originario del villaggio di Tschagguns nella regione del Vorarlberg – e da Maria Ebner, originaria di Linz.
Nel 1864, grazie ad una promozione, il funzionario Jenny ottenne di essere trasferito dall’Ungheria in Sud-Tirolo e, con la famiglia, andò ad abitare a Kastelruth. L’anno successivo la moglie Maria morì a soli 36 anni. L’uomo, poco dopo, si risposò con Regina Felder. In breve però anch’egli si ammalò gravemente e morì a 44 anni il 19 novembre 1866, lasciando una vedova che non poteva, o non voleva, occuparsi della prole dello scomparso. Il Decano del luogo, l’emerito padre Alois Bamhackl, intervenne ed affidò Rudolf, di soli 8 anni, dapprima alle cure di una famiglia contadina del luogo e successivamente alla sensibilità della propria sorella a Bolzano, la signora Susanna Bamhackl in Mall (1833-1898), nota per la sensibilità ed i suoi particolari meriti a favore dell’Istituto per l’infanzia (Kleinkinderbewahranstalt). Ella allora contribuì, in modo significativo, a garantirgli il sostentamento e la frequentazione del ginnasio in città.
Rudolf fu poi allievo presso la Scuola Cadetti (Kadettenschule) di Innsbruck, dove si diplomò nel 1881. Appartenente al k.k. Tiroler Jäger Regiment ‘Franz Josef’, fu di stanza ad Innsbruck, Trento, Rovereto, Sillian, Schlanders e Baden. Venne però congedato dopo alcuni anni, nel 1886, a causa di debolezza cardiaca. Incominciò allora un’esistenza non convenzionale che lo portò ad intraprendere studi universitari a Praga e ad improvvisarsi attore teatrale. In questo periodo sposò Marie Watzlawik, con la quale ebbe le figlie Friedl ed Elisabeth.
Nel 1896 si spostò a Vienna – dove riuscì a diventare segretario sia della “Associazione per la lotta contro l’antisemitismo” (“Vereins zur Abwehr des Antisemitismus”), sia della “Società austriaca degli Amici della pace” (“Österreichischen Gesellschaft der Friedensfreunde”) di Bertha von Suttner –. Abbandonati questi incarichi per incomprensioni con i vertici delle suddette istituzioni, si trapiantò stabilmente ad Innsbruck, dove fu direttore e giornalista dell‘Innsbrucker Nachrichten’ fra il 1898 ed il 1900. Nel 1899 fu uno degli ideatori della rivista “Der Scherer” – un’esperienza presto conclusa a causa di contrasti con l’editore.
Nel 1900 fondò il giornale “Der Tiroler Wastl”, noto settimanale umoristico e satirico con forti sfumature anticlericali, del quale scrisse la maggior parte degli articoli e che diresse fino al 1913. Il nome della testata è ripreso da quello del personaggio immaginario creato nel 1796 dall’autore teatrale Emanuel Schikaneder per il suo omonimo Singspiel.
Nel primo decennio del ‘900 instaurò e mantenne contatti amichevoli e di collaborazione con alcuni intellettuali del movimento anarchico, che lo apprezzavano per le sue prese di posizione ed i suoi pungenti pezzi giornalistici. Tono e contenuti di molti di essi determinarono molteplici controversie legali, sia intentate che subìte. Ciò, unitamente all’indole anticonformista ed al carattere impulsivo, gli cagionarono un percorso umano e lavorativo altalenante fra alti e bassi.
Consistente fu l’attività di librettista e particolarmente di drammaturgo, probabilmente la più riuscita fra le sue occupazioni. In questa veste, in occasione della prima rappresentazione a Bolzano del suo lavoro “Noth kennt kein Gebot” (“La necessità non conosce comandamenti”), egli poté anche esprimere un’affettuosa riconoscenza nei confronti della benefattrice della sua prima età. Ciò viene riferito da una nota di cronaca reperita sul ‘Bozner Nachrichten’ del 3 dicembre 1903: “La prima della commedia popolare “Noth kennt kein Gebot” del drammaturgo locale Rudolf Christoph Jenny ha un interesse del tutto particolare per Bolzano. Infatti, come l’autore dell’opera ci fa sapere, il personaggio di Frau Bernhardt — che interviene nella trama durante il terzo atto ed è una delle figure migliori del lavoro — è quasi un monumento vivente che il poeta, il quale studiò al ginnasio locale in condizioni di grande povertà, ha eretto con cuore grato alla bontà di Susanna Mall, scomparsa da alcuni anni. Sabato vedremo quindi risorgere, nel ruolo della benevola signora Bernhardt, la nobiltà d’animo della signora Mall, una figura ben nota in città ed ancora nel più caro ricordo di tutti. L’autore presenzierà alla prima per questo omaggio postumo alla defunta e alloggerà presso l’Hotel Walther von der Vogelweide”. Quest’opera, il cui motto al frontespizio recita: “Richtet nicht, auf dass ihr nicht gerichtet werden” – (“Non giudicate altrimenti anche voi sarete giudicati”), composta nel 1894, era già stata rappresentata con discreto successo al Neuen Deutschen Theater di Praga, al Raimundtheater di Vienna ed allo Stadtteather di Innsbruck.
Gli altri suoi lavori teatrali furono: Das Leiden Christi oder das Passionsspiel, 1888; Oswald von Wolkenstein, der letzte Minnesänger – composto a Rovereto nel 1889; Die Künstlerkneipe, ein Blick ins künstlerleben, 1895; Fünf Dekorierte – eine Erinnerung an den deutsch-französischen Krieg, 1896; Ein Weihnachtsmärlein, 1897; Der Nornengünstling, 1898; Die Sünden der Väter, 1902.
Fra il 1913 ed il 1914 – anche a causa delle crescenti difficoltà finanziarie – si dimise dal “Tiroler Wastl” e vendette la tipografia di cui era proprietario ai coniugi Perchl di Innsbruck, decidendo di ritornare a vivere nella capitale austriaca, con la speranza di cominciare una nuova fase della sua vita.
Con lo scoppiò della guerra venne richiamato, assumendo il ruolo di Comandante dell’ospedale di guarnigione di Baden, nei pressi di Vienna, dove venne promosso Primo Tenente (Oberleutnant). In seguito ad un malore cardiaco, dal quale riuscì apparentemente a riprendersi, venne destinato a Pola in Istria ma, nel corso del viaggio, fu riportato in patria per il repentino aggravarsi delle sue condizioni di salute. Morì a 59 anni il 18 febbraio 1917 presso l’ospedale di Graz.
… continua la prossima settimana …






