Sospendere l’accordo di Schengen

Anche il consigliere regionale e capogruppo della Süd-Tiroler Freiheit in Consiglio regionale, Bernhard Zimmerhofer, ha presentato una mozione per chiedere la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen. Nel documento si chiede al governo italiano di mantenere i controlli già introdotti alle frontiere aeree e marittime con la Spagna e, qualora la minaccia dovesse persistere, di estenderli, se necessario, nel rispetto delle condizioni previste dal diritto dell’Unione europea. L’Italia dovrebbe inoltre impegnarsi per un’azione comune a livello europeo e per un maggiore sostegno, attraverso Frontex, alle frontiere esterne maggiormente interessate dalla pressione migratoria. Alla base dell’iniziativa vi è il massiccio e in gran parte incontrollato afflusso verificatosi alla fine di luglio 2026 verso l’enclave spagnola di Ceuta. Nel giro di pochi giorni, diverse decine di migliaia di persone provenienti dal Marocco e da altri Paesi africani hanno raggiunto il territorio spagnolo via terra e via mare. Le forze di sicurezza, le strutture di accoglienza e i servizi pubblici della città sono stati sottoposti a una forte pressione.
La Spagna ha inviato ulteriori forze di polizia e reparti dell’esercito per sostenere la Guardia Civil nella sicurezza della frontiera e nella gestione della situazione. Ai valichi di frontiera si sono verificati scontri e alcuni veicoli sono stati danneggiati e incendiati. Nei giorni precedenti si erano diffuse sui social network false informazioni secondo cui i controlli alla frontiera tra il Marocco e Ceuta sarebbero stati sospesi e la Spagna avrebbe aperto i propri confini. Le voci erano collegate a una sentenza del Tribunale supremo spagnolo, secondo la quale i migranti intercettati in mare mentre cercano di raggiungere a nuoto Ceuta o Melilla non possono essere respinti immediatamente senza una regolare procedura individuale. Lo spazio Schengen comprende 29 Stati. All’interno di quest’area, in linea generale, non vengono effettuati controlli sistematici delle persone alle frontiere interne. Frontiere esterne non adeguatamente protette possono quindi avere conseguenze immediate per tutti gli Stati partecipanti. Secondo le attuali norme di Schengen, i controlli alle frontiere interne possono essere reintrodotti temporaneamente in presenza di una grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna. Devono tuttavia essere necessari, proporzionati, limitati nel tempo e rappresentare una misura di ultima istanza.
L’Italia ha già introdotto controlli temporanei alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. La mozione chiede di mantenerli qualora la situazione di rischio dovesse persistere e, se necessario, di estenderli ad altri collegamenti o tratti di frontiera interessati. «La migrazione di massa degli ultimi decenni è ormai completamente sfuggita di mano. L’Europa non può continuare ad aspettare che vengano travolte le prossime frontiere e che le persone entrate irregolarmente possano poi proseguire quasi indisturbate verso altri Stati dello spazio Schengen. Il nostro obiettivo prioritario deve essere impedire ulteriori forme di migrazione illegale e incontrollata. Se le frontiere esterne non vengono protette adeguatamente, gli Stati interessati devono poter reagire alle proprie frontiere interne», dichiara Zimmerhofer.
Con la mozione, il Consiglio regionale, ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto di autonomia, dovrebbe chiedere al Parlamento e al governo italiano di prolungare ed eventualmente estendere i controlli già introdotti nei confronti della Spagna. Parallelamente, l’Italia dovrebbe impegnarsi a livello europeo affinché, in presenza di gravi e persistenti carenze nella protezione delle frontiere esterne di Schengen, venga applicata la procedura prevista dall’articolo 29 del Codice frontiere Schengen. Tale procedura consente al Consiglio, su proposta della Commissione europea e come misura di ultima istanza, di raccomandare la reintroduzione temporanea dei controlli in determinate frontiere interne.
Gli Stati membri sottoposti a una pressione migratoria irregolare eccezionale nei tratti più critici delle frontiere esterne dell’UE dovrebbero inoltre ricevere immediatamente un sostegno supplementare, attraverso personale operativo e mezzi tecnici dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera Frontex.
«La libertà di circolazione in Europa può funzionare soltanto se le frontiere esterne europee vengono controllate efficacemente. Schengen non può diventare un lasciapassare per l’immigrazione illegale. La protezione della popolazione e il controllo su chi entra in Europa devono tornare a essere una priorità », sottolinea Bernhard Zimmerhofer.






