von fpm 26.07.2026 14:00 Uhr

Nuove regole che entreranno in vigore nell’estate 2026

Tre date chiave europee per acquisti più sicuri e trasparenti. Tra il 19 luglio e il 27 settembre l’Unione europea introdurrà una serie di misure che rafforzano la tutela dei consumatori e rendono il mercato più trasparente. Il Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ne illustra il quadro normativo.

(Foto Pixabay) elab gif Flavio Pedrotti Móser

Le date del 19 luglio, 31 luglio e 27 settembre 2026 segnano il completamento di un percorso legislativo avviato con il Green Deal europeo. Gli effetti saranno immediatamente visibili nelle scelte quotidiane: dall’acquisto di un capo di abbigliamento alla riparazione di un elettrodomestico, fino alla lettura delle etichette. Per chi acquista, il risultato sarà una maggiore trasparenza, più garanzie e meno spazio alla pubblicità ingannevole. 19 luglio 2026: stop alla distruzione dei prodotti invenduti. Da questa data sarà vietata una pratica finora consentita: le grandi aziende non potranno più distruggere capi di abbigliamento, accessori e calzature invenduti ma ancora perfettamente utilizzabili. Il principio è chiaro: un prodotto che può essere rivenduto, donato, ricondizionato o riciclato non potrà essere eliminato per semplici ragioni economiche. Per le imprese di medie dimensioni l’obbligo entrerà in vigore dal 2030, mentre micro e piccole imprese saranno esentate. Inoltre, le grandi aziende dovranno pubblicare ogni anno il numero di prodotti distrutti e le motivazioni. Cosa cambia per i consumatori?  L‘ obbligo di rendicontazione pubblica costringerà i marchi a rendere trasparente l’entità degli sprechi. I prodotti sottratti alla distruzione potranno essere destinati al ricondizionamento, alla donazione o al mercato dell’usato, aumentando così la disponibilità di articoli di qualità a prezzi più accessibili.

31 luglio 2026: la riparazione diventa un diritto. Entro la fine di luglio gli Stati membri dovranno recepire nelle rispettive legislazioni nazionali la direttiva sul „diritto alla riparazione“ (Right to Repair). Da quel momento i produttori saranno obbligati a riparare, su richiesta, i prodotti tecnicamente riparabili, indicando in modo trasparente tempi e costi dell’intervento. Cosa cambia per i consumatori? Cadono gli ostacoli che finora limitavano le officine e i centri di riparazione indipendenti nell’utilizzo di ricambi originali, equivalenti o realizzati con stampa 3D. Chi sceglie di riparare anziché sostituire il prodotto otterrà un anno aggiuntivo di garanzia. Dal 2027 sarà inoltre disponibile una piattaforma europea che consentirà di trovare centri di riparazione, confrontarne i prezzi e consultare le recensioni. In pratica, per la prima volta la riparazione diventa un vero e proprio diritto esigibile.

27 settembre 2026: stretta contro il greenwashing. Dall’ultima delle tre date entreranno in vigore norme più severe contro il greenwashing. Le dichiarazioni ambientali generiche e non dimostrabili – come „ecologico“, „verde“, „a impatto zero“ o „climaticamente neutrale“ – saranno considerate pratiche commerciali scorrette e potranno essere sanzionate. Cosa cambia per i consumatori?  Espressioni come „sostenibile“ o „rispettoso dell’ambiente“ potranno essere utilizzate solo se supportate da dati verificabili. Non sarà più sufficiente compensare le emissioni di COâ‚‚ per dichiarare un prodotto o un’azienda „climaticamente neutrale“. Inoltre, un prodotto non potrà essere definito sostenibile sulla base di un solo elemento marginale.

Saranno consentite esclusivamente le dichiarazioni fondate su certificazioni riconosciute. La direttiva prende di mira anche l’obsolescenza programmata e introduce un’etichetta europea sulla durabilità dei prodotti, che consentirà ai consumatori di confrontarli in base alla loro effettiva durata nel tempo. In caso di problemi, il Centro Europeo Consumatori Italia tutela i diritti dei consumatori offrendo assistenza gratuita nella risoluzione delle controversie con fornitori esteri con sede nell’Unione europea, in Islanda, Norvegia e Regno Unito.

Per informazioni è possibile contattare la sede di Bozen al numero 0471 980939 o via e-mail all’indirizzo info@euroconsumatori.org,  oppure la sede di Roma al numero 06 44238090 o all’indirizzo ufficio.stampa@ecc-netitalia.it

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