„Più armi non ci rendono sicuri”

La pace non è un’idea astratta ma una responsabilità concreta: è questo il tema al centro degli incontri a Soraga e Spiazzo Rendena con l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi e l’analista Giorgio Beretta, promossi a partire dalla Lettera pastorale Il Vasaio.
Monsignor Tisi ha smontato l’idea dell’essere umano come naturalmente aggressivo, ricordando che la nostra natura è strutturalmente predisposta all’incontro e al prendersi cura, come dimostra la solidarietà che emerge persino nei contesti di guerra. La guerra, definita „follia pura“, si contrappone all’essenza stessa del Vangelo, che coincide con la pace.
All’analisi antropologica si sono affiancati i dati forniti da Beretta sull’impennata delle spese militari globali ed europee, un aumento che non garantisce maggiore sicurezza ma alimenta la paura e prepara culturalmente i conflitti. I relatori hanno sottolineato l’importanza di disarmare innanzitutto il linguaggio, abbandonando la violenza verbale e cercando la verità contro ogni manipolazione.
Si è parlato anche delle insidie legate alle armi ad uso privato e delle risposte concrete che i cittadini possono mettere in atto, dal supporto alla difesa civile nonviolenta al controllo del finanziamento agli armamenti da parte degli istituti bancari. Infine, richiamando la figura del Vasaio,
Tisi ha invitato a superare la logica dell’individualismo per costruire una comunità solidale, proponendo di trasformare il Trentino in un laboratorio di pace capace di ripartire dall’attenzione verso i più fragili.






