Briciole di Memoria: La Legione Trentina

Il Nuovo Trentino
Il colloquio della Legione Trentina con S.E. Mussolini
Martedì 26 c. m. una deputazione della Legione Trentina, composta del presidente Dott. Giuseppe Cristofolini e dei consiglieri Dott. Italo Lunelli e cav. Vittorio Dallabona, si è recata da S. E. il Presidente del Consiglio per portargli il saluto dei volontari trentini e per rinnovare la promessa di appoggio al Governo Nazionale assertore dei diritti dell’Italia vittoriosa.
L’on. Mussolini mostrò di gradire molto l’omaggio dei volontari trentini, di cui elogiò l’opera ed ammirò il grande numero, e s’intrattenne con loro a parlare affabilmente dei vari problemi del Trentino. I delegati della Legione fecero fra l’altro presente la necessità di addivenire al più presto alla definitiva liquidazione dei risarcimenti dei danni di guerra, con cui si verrebbe ad apportare un miglioramento alla critica condizione economica di gran parte del paese e si toglierebbe una ragione di malcontento verso il Governo.
Insistettero pure sull’opportunità di togliere, ove possibile, le poche disposizioni del vecchio regime rimaste ancor in vigore, formanti ostacolo alla piena fusione del Trentino con la Nazione e alla viva partecipazione di esso alla vita italiana. Trattarono quindi delle condizioni dell‚Alto Adige e della opera da svolgersi per migliorarle. Italo Lunelli espose le proposte del sen. Tolomei, che la Legione Trentina accetta pienamente ed approva.
Infine il cav. Dallabona invitò l’on. Mussolini a presenziare a Trento alla cerimonia della consegna della bandiera all’Ass. Mutilati Trentini offerta dai mutilati di Parma. Il Presidente del Consiglio gradì l’invito ed accettò pure la proposta di fare in tale occasione un viaggio al Brennero e nelle città dell’Alto Adige.
Dalla pagina web dell'A.N.A.
La nostra storia
La „Legione Trentina“ fu il primo naturale viÂvaio della novella Sezione (NdR: di Trento dell’AN.A.) Gli unici Alpini della comunità trentina erano, giocoforza, i volontari trentini della Legione, cui si unì qualche nucleo di Alpini giunti in Trentino da altre province italiane per ragioni di lavoro.
Fin dalla sua nascita, infatti, la Sezione di Trento dell’AN.A. si rivelò strettamente legata – per idealità , per intenti e per la comune militanÂza di numerosi dei suoi iscritti – alla S.A.T.
Il primo Presidente della Sezione A.NA fu il Legionario trentino, Capitano degli Alpini (Btg. „Edolo“) rag. Guido Larcher, uomo dalÂle prerogative eccezionali, animatore audace ed instancabile – il quale anche nei momenti più difficili seppe conservare una serenità , uÂna fermezza ed una fede veramente esemÂplari – che contemporaneamente ricopriva anche la carica di Presidente della S.A.T.
Non basta, il segretario della Sezione AN.A., il Legionario trentino, Medaglia d’Oro, Ten. Ferruccio Stefenelli era, nello stesso tempo, anche segretario della S.A.T.
Similmente avveniva per numerosi altri comÂponenti della sezione che, a loro volta, eraÂno soci della S..A.T.
Le due associazioni, in pratica, agivano come due facce della stessa medaglia. Basti dire, ad esempio, che la prima sede della Sezione fu un locale concesso dalla S.A.T.. e che il “BolÂlettino dell’A.N.A.- Sezione di Trento“, prima voce degli Alpini trentini aveva trovato ospiÂtalità sul bollettino della S.A.T.






