von fpm 24.06.2026 13:30 Uhr

1525-2025: cinquecento anni fa le rivolte contadine (35)

Nell‘ambito delle rivolte contadine che interessano tutta l‘Europa centrale, va ricordata quella del 1525-26, la “guerra dei contadini” guidata da Michael Gaismayr.

Elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Con la sua „Landesordnung“ (Ordinanza provinciale), scritta nel 1526, Michele Gaismair presentò il progetto di una repubblica: una società di uguali, senza ceti sociali, senza monarca; un’idea decisamente all’avanguardia per l’epoca. Affinché in tutto il paese sia mantenuto un buon ordine in ogni cosa, dovranno essere nominati quattro capitani e, sopra di essi, un comandante supremo per l’intero territorio, i quali, in tempo di guerra e in ogni altra circostanza, dovranno provvedere continuamente alle necessità e alla sicurezza del paese, occupandosi della preparazione del territorio, delle difese, dei passi, delle strade, dei ponti, delle acque, delle costruzioni, delle vie di comunicazione e di tutto ciò che sia necessario al paese, servendolo fedelmente in ogni sua necessità. Tuttavia, essi dovranno prima segnalare tutti i problemi al governo, dopo averli esaminati e verificati, e agire sempre secondo il consiglio di quest’ultimo. Si dovranno inoltre rendere fertili le paludi, i prati acquitrinosi e gli altri luoghi improduttivi del paese, e il bene comune non dovrà essere trascurato a causa dell’interesse personale di pochi individui. Si potrebbero prosciugare tutte le paludi da Merano fino a Trento, e su quei terreni si potrebbero allevare in gran numero bestiame, mucche e pecore, nonché coltivare molto più grano in vari luoghi, così che il paese sarebbe ben fornito di carne.

Si potrebbero anche piantare ulivi in molti luoghi e coltivare zafferano; inoltre, i vigneti di fondovalle dovrebbero essere trasformati in colture miste, piantandovi vitigni di Lagrein e producendo vino invecchiato, come in Italia, coltivando nel contempo cereali tra i filari, poiché il paese soffre la mancanza di grano. Da ciò deriverebbe che i cattivi miasmi delle paludi scomparirebbero e il paese diventerebbe più salubre. Molte malattie cesserebbero, poiché sono causate dai pesanti vini di fondovalle; il vino e il grano diventerebbero a buon mercato e potrebbero essere prodotti con minori spese. I vigneti di montagna, invece, che non possono essere coltivati a cereali, dovrebbero rimanere invariati. Inoltre, in ogni tribunale, ogni anno e nel periodo più opportuno, tutta la comunità dovrà prestare lavoro collettivo nei campi e nei beni comuni, ripulendoli e trasformandoli in buoni pascoli, migliorando così continuamente il paese. Nel paese nessuno dovrà esercitare il commercio privato, affinché nessuno si contamini con il peccato dell’usura.

Tuttavia, affinché da ciò non derivi alcuna carenza e sia mantenuto un buon ordine, e affinché nessuno venga truffato o ingannato, ma ogni cosa possa essere ottenuta a un giusto prezzo e di buona qualità, si dovrà anzitutto scegliere un luogo nel paese — e a questo scopo Trento sarebbe adatta, sia per il basso costo della vita sia per la sua posizione centrale — nel quale si dovranno concentrare tutte le arti e i mestieri, sostenuti economicamente dal paese, come la produzione di tessuti di seta, berretti, oggetti in ottone, velluti, scarpe e altri beni. Su tutto ciò dovrà essere posto un amministratore generale che sovrintenda a ogni attività, e ciò che non può essere prodotto nel paese, come le spezie e altri beni, dovrà essere procurato dall’esterno. (continua)

Jetzt
,
oder
oder mit versenden.

Es gibt neue Nachrichten auf der Startseite