von fpm 21.06.2026 16:00 Uhr

Grazie alla forza delle imprese

L’export sudtirolese tiene nonostante l’incertezza geopolitica

elab gif Flavio Pedrotti Móser

Nel primo trimestre del 2026, l’export del Südtirol ha mantenuto una buona tenuta nonostante le incertezze geopolitiche. Ha raggiunto un valore di 1,87 miliardi di euro, registrando così un aumento di quasi l’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dai dati pubblicati oggi dall’Astat. Tra gli sviluppi positivi si segnala la Germania, che con una quota del 31% rappresenta il principale mercato di esportazione per i prodotti sudtirolesi e dove si è registrata una crescita annua dell’1,8%. Risultati positivi anche in Francia (+1,4%) e in Spagna (+22%). Al contrario, le esportazioni verso l’Austria (-5,0%) e soprattutto verso gli Stati Uniti (-25%) sono diminuite. Ciò indica una forte volatilità sui mercati internazionali, legata alle incertezze derivanti dalla situazione geopolitica e, nel caso specifico degli Stati Uniti, anche ai dazi doganali.

«Nonostante la crescente instabilità e l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, le nostre imprese sono riuscite a mantenere la propria competitività sui mercati mondiali grazie a prodotti di elevata qualità e ad alto contenuto tecnologico», sottolinea Klaus Mutschlechner, vicepresidente dell’Associazione degli Industriali del Südtirol e con delega all’internazionalizzazione. Oltre l’80% delle esportazioni sudtirolesi è generato dall’industria manifatturiera, con una crescita particolarmente significativa nei settori dell’alta tecnologia, dell’industria alimentare e del legno. Nel complesso, nel primo trimestre le esportazioni verso l’Unione Europea hanno registrato una flessione, compensata però dall’aumento delle esportazioni verso i Paesi extra-UE. Questo dimostra quanto sia importante diversificare i mercati di sbocco.

«Il mercato delle nostre imprese è sempre più globale. Abbiamo quindi bisogno di misure che rafforzino la competitività internazionale: occorre intervenire sui costi energetici e ridurre la burocrazia. Allo stesso tempo, è necessario sostenere gli investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica», afferma Mutschlechner.

Fondamentale è inoltre garantire una buona accessibilità del territorio e il supporto di IDM nello sviluppo di opportunità commerciali in mercati più lontani ma con un elevato potenziale. «Allo stesso tempo, nell’Unione Europea bisogna fare tutto il possibile per eliminare le barriere interne», conclude Mutschlechner.

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