von fpm 17.06.2026 13:30 Uhr

1525-2025: cinquecento anni fa le rivolte contadine (34)

Nell‘ambito delle rivolte contadine che interessano tutta l‘Europa centrale, va ricordata quella del 1525-26, la “guerra dei contadini” guidata da Michael Gaismayr.

Foto web archivi, elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Con la sua „Landesordnung“ (Ordinanza provinciale), scritta nel 1526, Michael Gaismair presentò il progetto di una repubblica: una società di uguali, senza ceti sociali, senza monarca; un’idea decisamente all’avanguardia per l’epoca. Per quanto riguarda i tributi, l’intero paese dovrà decidere insieme, secondo consiglio, se essi debbano essere aboliti immediatamente oppure se si voglia proclamare un anno di libertà secondo la legge di Dio e, nel frattempo, riscuotere i tributi per le necessità comuni del paese; poiché bisogna considerare che la comunità del paese dovrà sostenere per un certo tempo le spese della guerra. Per quanto riguarda i dazi, mi sembra utile al bene comune che essi vengano aboliti ovunque all’interno del paese; tuttavia, ai confini dovranno essere ristabiliti e mantenuti in questo modo: ciò che entra nel paese non dovrà pagare dazio, mentre ciò che esce dal paese dovrà pagarlo. Per quanto riguarda la decima, ciascuno dovrà versarla secondo il comandamento di Dio, e dovrà essere impiegata nel modo seguente: in ogni parrocchia vi dovrà essere un sacerdote, secondo l’insegnamento di Paolo di Tarso, che annunci la parola di Dio; costui dovrà essere mantenuto con quanto necessario e decoroso mediante la decima, mentre la parte restante della decima dovrà essere distribuita ai poveri. Tuttavia, riguardo ai poveri dovrà essere mantenuto un tale ordine che nessuno vada mendicando di casa in casa, affinché si elimini l’oziosità e il gran numero di persone inutili che pure sarebbero in grado di lavorare.

I monasteri e le case dell’Ordine Teutonico dovranno essere trasformati in ospedali. In alcuni dovranno essere riuniti i malati, ai quali si dovrà prestare buona assistenza con ogni cura e medicina; negli altri dovranno essere accolte le persone anziane che, a causa dell’età, non possono più lavorare, così come i bambini poveri e senza educazione, i quali dovranno essere istruiti e allevati onorevolmente. E qualora vi fossero poveri che vivono nelle proprie case, si dovrà provvedere al loro sostegno, secondo il giudizio di ciascun magistrato nella propria giurisdizione — dove essi sono meglio conosciuti — in proporzione alle loro necessità, mediante la decima o le elemosine. Qualora però la decima non fosse sufficiente al mantenimento dei parroci e dei poveri, allora ciascuno dovrà contribuire fedelmente con elemosine secondo le proprie possibilità; e se ancora vi sarà mancanza, si dovrà provvedere integralmente mediante le entrate pubbliche. In ogni ospedale dovrà esservi un amministratore, e inoltre dovrà essere nominato un sovrintendente o funzionario superiore per tutti gli ospedali e per i poveri, il quale non dovrà occuparsi d’altro se non di essere continuamente presente presso gli ospedali, prendersi cura dei poveri e provvedere al loro sostentamento.

A tal fine, tutti i giudici — ciascuno nella propria giurisdizione — dovranno assisterlo con il sostegno delle decime e delle elemosine, nonché con segnalazioni e informazioni riguardo ai poveri che vivono nelle proprie case. I poveri non dovranno essere provvisti soltanto di cibo e bevande, ma anche di vestiario e di tutto ciò che è necessario. (continua)

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