von fpm 14.06.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (135)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Orgler è diffuso soprattutto in Tirol, Südtirol e nelle zone interessate dall’emigrazione tirolese. Le statistiche genealogiche mostrano infatti che la maggiore concentrazione storica del cognome si trova proprio nel Tirolo austriaco. In tedesco Orgel significa „organo“. Cognomi simili come Orgel, Orgelbauer e altre varianti derivano spesso da: costruttori di organi; suonatori d’organo; persone legate alla musica sacra e alle chiese. Il suffisso -er indica frequentemente appartenenza o professione („colui che fa“ o „colui che è legato a“). In questa interpretazione, Orgler significherebbe quindi „organista“ o „uomo dell’organo“. Nel Tirolo molti cognomi derivano dal nome del maso (Hofname) o della casa d’origine. È quindi possibile che Orgler indicasse originariamente una persona proveniente da un luogo o da un maso chiamato Orgl o Orgel. Questa è un’ipotesi molto plausibile nel contesto alpino, dove numerosi cognomi tirolesi nascono da nomi di proprietà rurali. Il cognome è presente da secoli nelle valli di lingua tedesca del Tirolo storico e compare frequentemente nei registri parrocchiali dell’area alpina. La sua forma è chiaramente germanica e appartiene al gruppo dei cognomi sviluppatisi nel tedesco bavarese-tirolese. Tolomei scelse Organisti ma anche un alternativo “Dallorco”.

Ortner ha un’origine chiaramente germanica ed è generalmente considerato un cognome toponimico, cioè derivato da un luogo di provenienza o da una caratteristica dell’insediamento. Ort può avere diversi significati: luogo, località, insediamento; estremità, margine, confine di un territorio; in alcuni dialetti alpini, anche un piccolo nucleo abitato o una fattoria isolata. Ed ecco lo spiritosissimo italianizzato Confinali…che va ovviamente ad aggiungersi alla ormai fitta schiera di cognomi inesistenti in Italia.

Oss, Oss-Emer e Oss-Mosèr (o più correttamente Móser): qualcuno deve aver detto al Tolomei che Oss è un cognome della Bersntol in Welschtirol e che lì lepre si dice Hase e dunque l’arguto ometto italianizzò Oss in Lepri… unendoci rispettivamente Dalpiano (Emer)e Dalla palude o Moseri (Móser). (continua)

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