von fpm 18.05.2026 10:00 Uhr

Un sudtirolese conquista Roma

Incredibile Sinner. Negli ultimi due mesi ha compiuto imprese che sembravano impossibili e sta scrivendo la storia del tennis.

elab grafica e gif Flavio Pedrotti Móser

Il Foro Italico si è trasformato in un’enorme onda gioiosa quando Jannik Sinner ha alzato le braccia al cielo dopo l’ultimo punto contro Casper Ruud. La finale degli Internazionali d’Italia è stata il manifesto della maturità definitiva del numero uno sudtirolese: una vittoria netta, lucida, autoritaria, chiusa in due set davanti a un Centrale in delirio. Sinner ha preso in mano la partita fin dai primi scambi, imponendo subito il suo ritmo da fondo campo nonostante qualche incertezza. Ruud, specialista della terra rossa e uno dei giocatori più solidi del circuito, ha provato a rallentare gli scambi e a lavorare sul rovescio del sudtirolese, ma si è trovato davanti un giocatore capace di trasformare ogni difesa in attacco. La palla di Sinner viaggiava veloce, profonda, pesante, e soprattutto sempre precisa. Nel primo set l’equilibrio è durato pochi game. Un break conquistato con una risposta fulminante ha acceso il Centrale: da quel momento Jannik ha cominciato a dominare gli scambi, alternando accelerazioni improvvise a una calma impressionante nei momenti delicati. Ruud ha cercato di restare agganciato alla partita con il servizio e con il diritto carico di topspin, ma Sinner sembrava sempre avere una marcia in più. Il set si è chiuso tra gli applausi di un pubblico che ormai sentiva vicino il sogno.

Nel secondo parziale il norvegese ha tentato una reazione, alzando l’intensità e cercando maggiore aggressività in risposta. Ma proprio lì Sinner ha mostrato tutta la sua crescita mentale. Nessuna fretta, nessuna sbavatura: solo pressione continua, geometrie perfette e una qualità di gioco impressionante. Ogni volta che Ruud sembrava poter riaprire il match, il sudtirolese trovava un ace, una risposta vincente o uno scambio dominato da fondo. L’ultimo game è stato il simbolo della finale: Sinner aggressivo, padrone del campo, trascinato da un Foro Italico in piedi. Quando l’ultimo colpo di Ruud è finito fuori, Roma è esplosa. Sinner si è lasciato andare a un sorriso liberatorio, quasi incredulo davanti all’ovazione del pubblico. 6-4, 6-4 per Jannik condito da una scia luminosa che ricorda le sue origini.

Con questo trionfo, Jannik non conquista soltanto il torneo più importante d’Italia: scrive un’altra pagina storica del tennis. La coppa alzata verso il cielo, il pubblico che canta il suo nome: immagini che resteranno nella memoria dello sport.

Dësa Vittoria isch gonz wichtig”, hot g’sogt Jannik, “iaz muass i a bissl ausroasn und fir a poor Tog nit mear an Tennis denken, zomm mit dr Familie sein. Dës isch oans vo meine wichtigschtn Turniere, i hon di Situation guat g’mocht. I muass olle Fans bedanken, fir enkare Unterstützung a wenn’s nit guat gongen isch. Es seids meine zusätzliche Woffn”.

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