Il Südtiroler Heimatbund incontra Risveglio Tirolese

Roland Lang, Obmann dell’Heimatbund, ha presentato l’associazione: il SHB è un’organizzazione indipendentista che si batte per il diritto all’autodeterminazione del Sudtirolo – ha dichiarato Lang – e per legami più stretti con l’Austria. Tra le sue attività principali, l’associazione è si impegna a favore degli ex attivisti degli anni ’50 e ’60 e organizza commemorazioni, come quella di St. Pauls in ricordo Sepp Kerschbaumer. Attraverso campagne di affissioni, il sodalizio richiama l’attenzione su eventi storici significativi, come la divisione del Tirolo o la richiesta della doppia cittadinanza. Recentemente, si è espresso con forza contro la riforma dello Statuto di Autonomia, considerandola una perdita di diritti per i sudtirolesi.
Risveglio Tirolese è un movimento di pensatori e attori legati al territorio e consapevoli della propria identità , che lavorano per la rinascita del Trentino-Sudtirolo. Come spiegato dal presidente Franco Beber, i membri di Risveglio Tirolese sono persone provenienti da diverse zone della Regione, con background culturali e sociali differenti, accomunati dal profondo desiderio di preservare la propria Terra tra Salorno e Ala. L’associazione crede fermamente nella possibilità di far rinascere la Heimat nello spirito tirolese, per garantire un futuro migliore ai propri figli e alle generazioni a venire. Tra gli obiettivi figura anche l’ulteriore valorizzazione e diffusione delle lingue minoritarie: il cimbro di Luserna, il mocheno nella Valle del Fersina e il ladino nella Val di Fassa.
La mostra del BAS si concentra sugli eventi a partire dal 1918, con particolare attenzione alla „Notte dei fuochi“, alle vittime e alle torture degli anni ’60, fino ad arrivare al secondo Statuto di Autonomia. L’esposizione ricorda tutti i protagonisti del conflitto iniziato con la lacerazione del Tirolo storico e la conseguente annessione forzata all’Italia del territorio compreso tra il Brennero e Ala.  Gli ospiti hanno seguito con attenzione le spiegazioni del Dott. Cristian Kollmann, ponendo domande e mostrando grande interesse per i fatti storici. Durante l’incontro è stato fatto anche il nome di Livio Pergol di Lavis, che all’epoca fu gravemente torturato dai Carabinieri.
Al termine della visita guidata, i partecipanti hanno scambiato riflessioni e considerazioni da diverse prospettive sul possibile futuro dei rapporti tra Trento e Bolzano: due realtà unite da secoli di storia comune, ma profondamente divise dai nazionalismi del secolo scorso.
Nella foto, da sinistra a destra:  per il SHB, Marcello Delucca – componente del direttivo, il vicepresidente Meinrad Berger e l’Obmann Roland Lang; per Risveglio Tirolese, il presidente Franco Beber, il portavoce Paolo Monti, Alessandro Gaiotto – componente del direttivo  e il vicepresidente Fabrizio Leonardi.






