Nogaredo: Calendimaggio 2026 (4)

Paola Tramontin: ha trasformato la propria carriera passando dall’insegnamento alla scultura lignea, attraversando nel tempo anche la pittura e l’arte del mosaico. Un percorso creativo scandito da cambiamenti significativi, quasi a cadenza decennale. In passato è stata prima studentessa e poi docente al Liceo Scientifico Da Vinci; ha conseguito una laurea in lingue coltivando però un desiderio rimasto a lungo irrealizzato: frequentare un istituto artistico. «Appena ne ho avuto la possibilità, però, ho colto l’occasione e per dieci anni, mentre insegnavo, ho studiato mosaico in pietra e vetro alla scuola di Ravenna. In precedenza, esprimevo la mia creatività dipingendo mobili grezzi acquistati nel mobilificio di famiglia, non in stile tirolese. In sostanza, ho cercato di recuperare il tempo perduto». Quando mi hanno chiamato per parlarmi del tema della mostra, ero tranquilla perché la tematica dell’armonia degli elementi è attinente. Noi artisti tocchiamo il materiale, lo trasformiamo, la trasformazione avviene anche all’interno di noi stessi; quindi, magari una parte che è più statica attraverso il processo creativo ha la possibilità di uscire di essere trasmessa e quindi di arrivare a un movimento”.
“Inizialmente ero convinta di poter scolpire la pietra con un’idea romantica di martello e scalpello”, racconta Paola, “il maestro Petri mi ha suggerito di cambiare prospettiva perché oggi la scultura è fatta con le macchine e lavorare la pietra avrebbe voluto dire polveroni immensi impossibili per un laboratorio casalingo e così mi sono dovuta orientare sul legno utilizzando la motosega per poi passare allo scalpello. Il bassorilievo è la realizzazione che più mi aggrada. Prevalentemente sono figure femminili di spalle perché mi piace lasciare libero pensiero a chi osserva le opere su quello che potrebbe essere visto. Il tiglio è la tipologia di legno che preferisco utilizzare perché oltre ad essere più morbido e meno fibroso ha pochi nodi che hanno una particolarità: amano manifestarsi in punti critici della figura come testa e braccia.
“Coloro l’immagine con pastello in polvere o acquerello dei quali mi piace l’effetto di trasparenza colorata e questo è un perfezionamento che ho iniziato a fare in un secondo tempo, all’inizio non coloravo. Poi se l’immagine mi ispira, mi piace completarla con pietre semi preziose come lo sono quarzo e ametista”.
Difficile definire lo stile di Paola Tramontin, “perché non tutte le opere sono uguali agendo in modo istintivo ed in più i bassi rilievi sono opere ben poco comuni. Personalmente direi contemporaneo, i critici che hanno visto le mie opere le hanno definite iperrealistiche”.
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