Nogaredo: Calendimaggio 2026 (3)

Selene Signorini: abita in un paese piccolissimo, in mezzo al parco naturale del Monte Corno e, ci racconta, “credo che sia proprio da lì da che nasce una certa attenzione al particolare per la natura. Ricordo che da bambina stavo ore ed ore a guardare gli insetti, a studiare il canto negli uccelli, io ho sempre avuto questa grande attenzione, quindi poi quando da piccola mi è stato chiesto di immaginare il mio futuro ho pensato subito all’arte perché avevo tanto da raccontare, avevo tanto da sperimentare una curiosità molto grande. Così ho scelto l’arte, fin da subito quel percorso, scelsi l’Istituto d’arte di Trento e mi sono innamorata del colore del vetro. Quindi ho seguito un percorso di studi incentrato sul vetro, ho fatto due anni di scuola a Bozen e due anni di Accademia a Venezia. Per due anni ho lavorato in Fornace, un percorso anche molto lungo e mi sono specializzata soprattutto nella creazione di fiori di vetro e di insetti.
Questa è la poetica di Selene che si rivela all’interno delle sue opere, una grandissima attenzione alla natura, alla ciclicità delle stagioni. Nelle sue opere, ad esempio nella in una vetrata si riconoscono insetti e animali molto familiari, e il vetro colorato, che solitamente osserviamo nelle chiese, non lo utilizziamo nelle nostre case, non fa parte purtroppo della cultura privata come invece è diffusa nel Nord Europa dove le vetrate artistiche occupano spazi casalinghi. Nonostante il nostro territorio, il Trentino-Südtirol sia stato e per certi versi lo è ancora, sfiorato dalla cultura nordica, non ha adottato questa peculiarità creativa. “Può sembrare sorprendente”, dice Selene, “però di fronte a una vetrata colorata, ovviamente la luce colorata, trasmette sensazioni ed emozioni incredibili”.
Selene Signorini porta l’invisibile a visibile e nelle sue opere illuminante si vede la luce infrangersi in 1000 colori… sono veramente create con una maestria e una minuziosità incredibile. (continua)






