von mas 19.02.2026 06:45 Uhr

Briciole di Memoria: Clara Marchetto, spia o eroina? – 1° parte

In queste settimane si sono riaccesi i riflettori sulla figura Clara Marchetto,  presentata come antifascista, perseguitata dal regime mussoliniano,  con conseguenze che perdurarono anche nel dopoguerra. Ma Clara Marchetto fu molto di più: per raccontarla in tutte le sue sfaccettature, riproponiamo due „Briciole di Memoria“ curate qualche anno fa da Massimo Pasqualini. Ecco oggi la prima,  la seconda verrà pubblicata giovedì prossimo.

L’arresto di Clara Marchetto - Immagine da Wikipedia

Clara Marchetto, spia? Fu condannata sotto il fascismo all’ergastolo per questo reato. Eroina? Fu attivista infuocata dell’A.S.A.R. e fondatrice del Partito del Popolo Tirolese Trentino. Certamente fu una indipendentista ed una separatista convinta.

Nasce a Pieve Tesino in Trentino-Sudtirolo il 9 novembre 1911, ha una vita travagliata che concluderà con la sua morte a Parigi nel settembre del 1982 a 71 anni.  Il Dott. Alfonso Salvadori, uno dei primi e più attivi aderenti all’A.S.A.R. emigrato poi nelle file della Democrazia Cristiana,  ci parla di lei.

 

Erano quelli i mesi in cui l’ASAR viveva la sua stagione d’oro. Nata sull’onda dell’entusiasmo per l’autonomia integrale e forse anche per qualcosa di più, il movimento divenne ben presto di massa. Un fenomeno forse irripetibile per il Trentino. In effetti, sorto tra il giugno ed il luglio del 1945 il movimento asarino riuscì a raccogliere 120 mila firme.

È dunque in questo movimento che Clara Marchetto, maestra di Castel Tesino, fa il suo esordio. Comizi, riunioni, contradittori, gran da fare per convincere i valsuganotti all’idea di un’autonomia colorata di separatismo. Senza dubbio era una di quelle che avrebbero rimesso volentieri il Trentino sotto l’Austria. In pubblico questi discorsi non li faceva, ma in privato le sue idee erano queste.

Clara Marchetto il suo momento di celebrità a livello provinciale lo ebbe nel luglio del 1948. Per l’ASAR era arrivata la resa dei conti. Il congresso del luglio 1948 segnò l’inizio della fine del movimento. L’ASAR, infatti, si spaccò sulla proposta di alleanza e costituzione di un partito unico con la SVP. Coloro che erano favorevoli a questa proposta – e furono la maggioranza – uscirono di fatto dal movimento e costituirono un nuovo partito: il PPTT (partito popolare tirolese trentino). Fu proprio a quel congresso che Clara Marchetto ebbe la sua parte importante. Fu lei, infatti, che presentò la mozione destinata a far scoppiare un putiferio e a rompere l’ASAR. Nel suo documento proponeva di formare “con la Sudtiroler Volkspartei un partito unico per tutta la regione, denominato in italiano col nome di Partito del popolo tirolese trentino”.

Fu subito dopo questo congresso che la Marchetto si meritò, da parte del giornale “Alto Adige”, la definizione di “arrabbiata mangia – italiani”. La fusione con la SVP di fatto poi non si verificò, anche se il PPTT tenne sempre stretti contatti col partito di lingua tedesca.

Dal suo ingresso ai vertici del nuovo partito, alla candidatura, per Clara Marchetto il passo fu breve. “la Marchetto probabilmente scelse il PPTT perché in definitiva era ancora l’unico movimento possibilista sull’eventualità di un aggancio alla SVP. Nel PPTT confluiva chi ancora sperava in un plebiscito per un ritorno all’Austria.  Poi la maestra di Castel Tesino si candida, viene eletta, arrestata.

Pure il Dottor Giulio Pompermaier –  in una sua intervista che qui riporto – ci parla di Clara Marchetto.

 

Dottor Giulio Pompermaier, lei nell’immediato dopoguerra era uno dei principali esponenti del Movimento Separatista Trentino. Che obbiettivi si poneva il suo Movimento?

„In sostanza si voleva che il destino del Trentino rimanesse legato a quello del Sudtirolo e a questo scopo si chiedeva un plebiscito. Noi volevamo che la popolazione trentina potesse decidere se passare o meno all’Austria“

Chi appoggiava questa vostra richiesta?

“In un primo tempo erano abbastanza favorevoli al plebiscito gli americani, i francesi, oltre ai sudtirolesi. Anche gli inglesi erano abbastanza propensi a seguire questa strada…”.

Comunque il plebiscito non ci fu: perché?

“Ritengo che il motivo principale, oltre all’opposizione italiana, sia riconducibile all’enorme pressione svolta dalla Russia. La Russia infatti si opponeva decisamente a qualsiasi ingrandimento dell’area tedesca e pertanto ostacolava con ogni mezzo qualsiasi azione che avesse portato a questo risultato”.

Lei ebbe l’occasione di conoscere Clara Marchetto? Faceva parte del vostro Movimento?

“Si, la conobbi,. Prima di aderire all’ASAR era con noi. Operava nel settore del Tesino e della Bassa Valsugana. Era l’esponente principale di quella zona”.

Che idee propugnava? Le risulta che fosse animata da sentimenti antitaliani?

“La Marchetto era particolarmente attaccata al vecchio Tirolo. Pensava che potesse ricostruirsi, fra trentini e sudtirolesi, l’armonia di una volta.  Indubbiamente non aveva molte simpatie per l’Italia

All’interno del Movimento separatista si sapeva del processo di spionaggio subito dalla Marchetto?

“Sapevamo qualcosa, ma non molto. Del resto a noi risultava che aveva aiutato gli Alleati e quindi non si sospettava la possibilità di una sua nuova incriminazione”.

 

La settimana prossima, su „Briciole di Memoria“ verrà pubblicata un’interessante intervista a Clara Marchetto. Sarà lei in persona ad esporci le sue idee politiche e non solo.

Per chi volesse approfondire ulteriormente, ecco il link ad un articolo pubblicato nel novembre 2016 sempre su UnserTirol24 : Clara Marchetto, una patriota tirolese

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