von mas 11.11.2021 06:45 Uhr

Briciole di Memoria: gli italiani a Toblacco, Innsbruck senza pane

Alcuni estratti dal „Corriere della Sera“  del novembre 1918: le truppe italiane arrivano „a Toblacco“. A Trento vengono ritrovate le ossa di Battisti, Filzi e Chiesa. Innsbruck è senza pane.

Truppe italiane a Innsbruck (Archivio Museo Storico / Rovereto)

Le truppe italiane arrivano a Toblacco

Le nostre truppe avanzano verso il Brennero, in Val dell’Isarco. Hanno occupato Toblacco nella Pusteria e proseguono verso oriente nella Venezia Giulia.

Nella giornata di ieri nessun avvenimento di guerra.

Diaz.

Le ossa di Battisti, Filzi e Chiesa ritrovate

Alcuni ufficiali italiani sono riusciti a rintracciare e riconoscere i cadaveri di Battisti e Filzi, che già sepolti nel Castello presso la fogna, erano stati nella notte del 31 ottobre esumati per ordine del maggiore austriaco comandante la fortezza e sepolti nella fossa comune dei soldati austriaci nel cimitero. Nessuno voleva rivelare agli italiani la località dove era sepolto Battisti; senonchè il cappellano militare della fortezza riuscì a farsi sciogliere dal giuramento di fedeltà già prestato all’impero austro-ungarico e indicò a un maggiore dei nostri carabinieri il luogo ove era avvenuto il seppellimento.

Le ossa dei martiri furono così ritrovate in un tumulo presso la bara di un soldato austriaco. Lo scheletro di Battisti fu identificato da tre ufficiali dell’ufficio informazioni. I soldati della brigata Murge deposero una ghirlanda sul luogo del supplizio.

Una corrispondenza da Trento aggiunge che nel fossato del Castello del Buon Consiglio vennero  ritrovati al loro posto  i resti mortali di Damiano Chiesa, fucilato dagli austriaci.

Questi terribili tirolesi...

La sera del 12 a Innsbruck le vie sono sfarzosamente illuminate con lampade a arco e i muri coperti di manifesti annuncianti la proclamazione della Repubblica del Tirolo.  Nel grande tumulto delle voci incomprensibili – scrive il corrispondente –  una voce amica mi ferisce.  Quel signore è italiano. Mi volto e vedo molti visi che mi sorridono, sono i nostri fratelli delle terre redente che l’Austria aveva internato.  Una signora scoppia in lacrime e mi tende le braccia: „Sono tre anni che soffriamo in mezzo a questi assassini. L’Italia deve vendicarci. Adesso che sono battuti non osano più insultarci.  Si guardi attorno, sono diventati tante pecore da una settimana“

Ed infatti questi terribili tirolesi che si vantavano di odiarci più di tutti gli altri popoli della monarchia, che maltrattavano gli studenti trentini condannati a frequentare le loro università,  ascoltano la protesta a capo chino e senza fiatare.

Due tirolesi purosangue con tanto di piumino al cappello di velluto verde domandano quand’è che arriveranno gli italiani col pane.  Ecco il sentimento di questo popolo che nel passato ostentava non solo fierezza ma spirito di sopraffazione. Innsbruck è senza pane.

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