von mas 05.05.2020 06:45 Uhr

I cento anni della bandiera ladina

Oggi, 5 maggio 2020,  la bandiera ladina compie 100 anni! – di Annelise Vian

La Bandiera Ladina con il Sasslench (Foto: Annelise Vian)

L brun del ciel, l bianch de la neif, l vert di pré,
chisc l’é i colores de la Tera Ladina!
L brun, l bianch e l vert,
chisc l’é i colores che i Ladins à tel cher!
Chisc l’é i colores de la bandiera ladina!
Chesta l’é la bandiera desleèda al vent tel ciel ladin per la pruma outa ai 5 de mé del 1920.

L’azzurro del cielo, il bianco della neve, il verde dei prati,
questi sono i colori della Terra ladina!
L’azzurro, il bianco e il verde
questi sono i colori che i Ladini Dolomitici hanno nel cuore!
Questi sono i colori della bandiera Ladina!
Questa è la bandiera sventolata per la prima volta nel cielo ladino il 5 maggio 1920.

Per conoscere la nascita di questa bandiera ripercorriamo alcuni momenti storici.

Le vallate di Fassa, Gardena, Livinallongo, Badia e Cortina, sono situate attorno al massiccio dolomitico del Sella, per secoli hanno fatto parte della Contea del Tirolo nonché dell’Impero Austriaco condividendone la storia.

Già nell’Ottocento, molti giovani provenienti da tutte le vallate del Sella, grazie a lasciti di alti prelati ladini, poterono recarsi a Innsbruck per frequentare il ginnasio e l’università. La lingua madre di questi giovani letterati era il ladino. Sapevano comunque leggere e scrivere in italiano e tedesco, in virtù dell’obbligo scolastico introdotto dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, nella seconda metà del 1700.

In quel secolo la popolazione delle vallate ladine non era ancora cosciente di avere una propria identità etnica e linguistica. I ladini prima di tutto si consideravano tirolesi. Solo i sacerdoti e poche persone istruite avevano la consapevolezza di questa specificità e la affermavano con i primi scritti.

Nel 1833 Nicolò Bacher sacerdote della val Badia in un suo manoscritto sul ladino scriveva che c’era una sola lingua ladina con le varianti di valle. Nel 1864 il sacerdote fassano Giuseppe Antonio Vian parroco di Ortisei redasse la prima grammatica del gardenese e affermava che i ladini avevano una propria nazionalità.

I ladini non erano comunque riconosciuti dalla monarchia e non avevano rappresentati propri che potessero rivendicare i loro diritti di identità. Alla fine del 1800 la lingua ladina si trovò pressata fra le due lingue delle nazioni confinati, il tedesco e l’italiano. In quel momento i giovani studenti ladini presero coscienza della loro identità e della loro lingua madre! Non si sentivano tedeschi ma nemmeno italiani e questa era una grande novità per il tempo. Questa consapevolezza era comunque condivisa solo da poche persone per lo più culturalmente elevate.

Nel 1905 proprio a Innsbruck per volere di Wihlelm Moroder – Lusenberg si costituì la prima “Union Ladina”. Questo fondamentale avvenimento fu la pietra miliare per l’attuale “Union Generèla di Ladins de la Dolomites”. Nello stesso anno venne pubblicato il primo giornale ladino “L’Amik di Ladins”, con articoli in ladino nelle varianti di valle e quello fu il precursore dell’attuale settimanale ladino “La Usc di Ladins”.

Iniziava così per i ladini un fermento politico culturale che purtroppo si arrestò pochi anni dopo con lo scoppio della Grande Guerra. La fine della guerra per i ladini segnò anche la fine di un’epoca. Secoli e secoli di storia condivisa pacificamente con la Contea del Tirolo e con l’Impero Austriaco si interruppero bruscamente.

Il 10 settembre 1919 a Parigi venne firmato il trattato di St. Germain con il quale si decretò l’annessione del Südtirol e del Welschtirol, dunque anche delle valli ladine, all’Italia. L’impatto amministrativo, economico e politico fu devastante e fece riemergere una mai sopita coscienza dell’identità ladina.

Il 5 maggio 1920 al passo Gardena si trovarono 70 rappresentanti delle valli ladine. Protestarono perché i ladini non erano stati menzionati nel trattato di pace di Parigi, negando loro anche il diritto all’autodeterminazione. Il piccolo popolo ladino dolomitico chiedeva a gran voce il riconoscimento come gruppo etnico –linguistico. Quel giorno per la prima volta si alzò alta nel cielo ladino la bandiera ladina! Una bandiera a strisce orizzontali, in alto l’azzurro, al centro il bianco e in fondo il verde. Chi scelse i colori non ha importanza, fondamentale invece fu la scelta dei colori, azzurro, bianco e verde. Questi sono i colori identitari della Terra Ladina! La terra Ladina, la maggior parte dell’anno, gode di un cielo azzurro terso, cime imbiancate di candida neve e verdissimi boschi.

Nel censimento del 1921 l’Italia concesse ai ladini, per la prima ed ultima volta, fino ai tempi nostri, la dichiarazione etnico – linguistica riconoscendo così ufficialmente il gruppo della minoranza linguistica ladina. Nonostante questo, di lì a poco, il fascismo non accettò più la lingua minoritaria e di conseguenza la bandiera ladina venne dichiarata illegale. Il fascista Ettore Tolomei forte della avanzante politica nazionalista dichiarò che “I ladini sono una macchia grigia da cancellare”.

 

  • 14.07.1946 - il primo raduno dei Ladini al Passo Sella
  • 14.07.1946 - il primo raduno dei Ladini al Passo Sella

Nel 1923 venne perpetrata la separazione delle 5 vallate in due Regioni e tre Provincie, Gardena e Badia con Bolzano, Fassa con Trento, Livinallongo e Ampezzo con Belluno. Questa divisione è tutt’oggi ancora in vigore! Nonostante i ladini più volte abbiano chiesto con forza la riunificazione del loro piccolo popolo in un’unica Regione –  il Trentino – Südtirol  – la ripartizione non è mai stata sanata.

Non si può dimenticare la grande manifestazione del 14 luglio 1946 al passo Sella dove sventolò per la seconda volta la bandiera ladina. Si erano riuniti più di 3000 ladini di tutte le vallate dolomitiche, chiedendo a gran voce l’unità delle genti Ladine. Queste manifestazioni con le stesse richieste si sono ripetute sia nel 1996 ed ancora nel 2016.

  • 17.07.2016 - Il raduno dei Ladini a Passo Sella
  • 17.07.2016 - Il raduno dei Ladini a Passo Sella

Il piccolo popolo ladino nel corso della storia si è dovuto piegare più volte ma non si è mai spezzato! Tenace e forte come le meravigliose montagne della sua Terra si è sempre rialzato e ancora oggi si riconosce nella sua bandiera.

Ogni Ladino, anche lontano, porta nel cuore i suoi colori, l’azzurro del cielo, il bianco della neve e il verde del bosco e dei prati.

Oggi 5 maggio 2020, dopo 100 anni come in quel 5 maggio 1920 in tutta la Ladinia sventola ancora la nostra bellissima bandiera. L’augurio sincero che il vento possa sempre gonfiare il nostro vessillo ladino per molti secoli ancora!

Bibliografia:
“Piccolo atlante ladino” – Mauro Marcantoni – Edizioni IASA2006
“Picola storia di Ladins de la Dolomites” – Bepe Richebuono
“70 agn UGLD” Gran encontèda di Ladins Jouf dl Sela 1946 – 2016 – Giulia Tasser

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