Si restaura la torre Apponale

La torre Apponale presenta oggi un degrado dei prospetti esterni causato dal naturale invecchiamento e da agenti atmosferici, inquinamento, erbe infestanti e da alcuni interventi di restauro degli anni Novanta realizzati con materiali non del tutto compatibili con quelli originali. Anche le malte dei giunti tra i blocchi di pietra sono in cattive condizioni; quelle tradizionali a base di calce sono state spesso sostituite o integrate con resine acriliche che, pur essendo resistenti, intrappolano l’umidità all’interno della muratura.
La torre presenta problemi diverso a seconda dell’altezza e del tipo di pietra: le superfici calcaree della parte più antica soffrono l’azione della pioggia, che scioglie lentamente il materiale creando croste biancastre o colature nere, mentre nelle zone più alte l’acqua penetra in profondità causando scagliamenti e perdite di consistenza. Alla base della torre il problema principale è l’umidità di risalita, che favorisce la comparsa di macchie e polverizzazioni. Orologi e parti metalliche si presentano deteriorate e in parte arrugginite.
L’amministrazione comunale rivana ha deciso quindi di intervenire sottoponendo la torre a un intervento di manutenzione straordinaria dei prospetti esterni, il cui cantiere è stato consegnato lunedì alla ditta Kore di Caldonazzo (specializzata in conservazione e restauro di opere d’arte e decorazioni), presenti per l’amministrazione comunale il sindaco Alessio Zanoni e l’assessore Gabriele Bertoldi con il dirigente Andrea Giordani e il per. ind. Marco Bertolini in rappresentanza dell’intera Area opere pubbliche e ambiente che ha seguito e seguirà l’iter tecnico amministrativo; per il Mag (che gestisce le visite e la valorizzazione culturale della torre) c’era il direttore Matteo Rapanà; per la ditta Kore il contitolare Andrea Corradini, restauratore. Il costo complessivo dell’intervento è di 295.000 euro, la durata dei lavori di quattro mesi, il direttore dei lavori l’arch. Giorgia Gentilini. L’intervento è finalizzato anche alla sicurezza dei passanti, vista la possibile caduta di frammenti, in particolare di malta.
Il primo passo sarà la rimozione delle piante e della microflora (muschi e licheni), poi la pietra sarà pulita con appositi impacchi e, dove necessario, con una sabbiatura a bassissima pressione. La pietra degradata sarà sottoposta a un trattamento riaggregante tramite imbibizione a pennello o appositi erogatori, mentre dove si trovano fessurazioni o lesioni passanti saranno inserite barre in acciaio inox elicoidali. Le malte degradate saranno rimosse e ripristinate con l’utilizzo di prodotti a base di calce naturale priva di sali solubili e l’aggiunta di inerti della tradizione costruttiva locale, e su tutte le superfici sarà applicato un protettivo invisibile e idrorepellente per fare in modo che in futuro l’acqua scivoli via senza penetrare. I manufatti metallici saranno ripuliti dalla ruggine, trattati, riverniciati e protetti con cere naturali, garantendo così una lunga durata anche sotto l’azione diretta del sole e della pioggia. Sarà restaurata anche la pavimentazione in pietra della cella campanaria con balaustra.
Salvo imprevisti o piogge prolungate i lavori saranno conclusi entro Pasqua, quando ogni anno il Mag riapre la torre Apponale alle visite dopo la chiusura invernale. Quest’anno dal 21 marzo al 1° novembre i visitatori che per godere della sua straordinaria veduta sulla città e sul lago hanno salito i suoi 165 gradini sono stati oltre 36.000.






