Lo schiaffo “tolomeico” (156)

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.
Potrich è caratteristico del Welschtirol, in particolare del territorio della Lagertal (Vallagarina) e delle zone montane che circondano Rovereto. La sua storia è interessante perché potrebbe conservare tracce dell’antico patrimonio linguistico germanico e celtico presente nel Tirolo storico. Un repertorio etimologico oltre all’ipotesi toponimica propone anche una possibile derivazione dal nome celtico Potrix o Potrige, con il significato di «dissetato» o «colui che ha bevuto a sazietà». Da dove si prese Potrigo, è un mistero. Pötzl è attestato anche a Zirl, località del Nordtirol situata nella valle dell’Inn, vicino a Innsbruck. Il repertorio del Tiroler Landesarchiv registra inoltre cognomi affini, come Pötz e Pötzlsberger, in altre località tirolesi. Potrebbe essere una forma diminutiva o familiare sviluppatasi dal nome Peter, equivalente tedesco di Pietro. Nel nostro contesto fu associato al personale Pezilo e divenne quindi Pezzoli. Prackwieser: Wiese significa «prato», -wieser compare in diversi cognomi germanofoni e può indicare un legame con un prato, un terreno o un luogo denominato in questo modo. La prima parte, Prach-, rimane invece incerta così si ritrovò con Bracco ma, anche, Dalprato…
Pradelwarte: in tedesco, Warte può significare «posto di osservazione» o «punto di guardia». È una possibilità linguistica da considerare, ma non basta per interpretare l’intero cognome come «posto di guardia presso un prato». Bizzarre forme antiche lo interpreterebbero come “prato d’Alberto” e quindi ecco Pradalberto…
Pramstrahler: una scheda del Tiroler Landesarchiv identifica Maria Pramstrahler, nata nel 1878 a St. Peter – Villnöß, e residente a Gufidaun (Gudon). Questo documenta la presenza del cognome anche nel Südtirol storico. Volendolo derivare da Bramstrahler (prato monasteriale), giustificherebbe Monasteriale… (continua)






